7 aprile 2009 / 10:27 / 9 anni fa

COMMENTO - Gli Usa parlano di assegni che non pagheranno

di James Saft

LONDRA, 7 aprile (Reuters) - Uno sguardo ai costi di assicurazione del credito per le banche Usa mostra come il mercato sia convinto che l‘Amministrazione stia parlando di assegni che di fatto non vorrà o non potrà pagare.

Assicurare il debito bancario contro i rischi di default è infatti diventato più caro nelle ultime settimane, a dispetto del rally dei titoli del settore in borsa e degli sforzi erculei degli Stati Uniti per ripristinare la fiducia verso il mondo della finanza.

Un fatto che dimostra i dubbi degli investitori in bond verso la convinzione diffusa che Washington non permetterà alle istituzioni di importanza “sistemica” di fallire, o che nel salvarle eviterà ai bond holders di incorrere in forti perdite.

Il diffuso paniere bancario KBW .BKX ha iniziato il suo recupero - più 65% - dal 6 marzo scorso, ma nello stesso periodo il Cds a 5 anni su Citigroup (C.N) è passato a 627 punti base da 470. Ugualmente, il Cds Wells Fargo (WFC.N) 5 anni è 292,5 pb dai 240 del 3 marzo e 120 di fine dicembre 2008, mentre Bank of America (BAC.N) ha chiuso la scorsa settimana a 355, 50 punti sopra il livelo del 3 marzo.

Chi si garantisce con i Credit default swaps teme che, in presenza di un grande fallimento bancario nel prossimo quinquennio, o di nuovi interventi delle casse pubbliche, il conto da pagare sia tanto alto da diventare insopportabile, sia politicamente che sotto altri aspetti.

A questo punto i creditori sarebbero chiamati a condividere il peso della situazione, o attraverso nuove forme di elargizione degli asset disponibili o perchè costretti a convertire debito in equity.

Le alternative per gli americani non sono attraenti, come dice un recente articolo di Tyler Cowen sul New York Times.

Gli Usa non possono limitarsi ad assicurare che sosterranno il debito bancario senza eccezioni, perchè significherebbe assumersi passività mostruose. Ma se permettessero un altro mega-fallimento, la conseguenza potrebbe essere che i creditori delle banche Usa lancino uno “sciopero selvaggio” che potrebbe affossare molti istituti sani.

La situazione ricorda molto il salvataggio di Fannie Mae and Freddie Mac che si è spinto tanto avanti da escludere in pratica solo l‘esplicita garanzia statale dei loro debiti. Uno sforzo che non è bastato a tutti nel mercato, in particolare ai cinesi che si sono alleggeriti di carta dei due big dei mutui, spingendo in ulteriore rialzo lo stesso mercato dei mutui e mettendo in difficoltà la politica monetaria.

Tanto che alla fine è dovuta intervenire la Federal Reserve come acquirente diretto di debito Fannie e Freddie.

CONDIVIDERE GLI ONERI

Certo non si può escludere che il mercato dei Cds sia distorto o facile da ingannare: in fondo siamo davanti alle stesse persone che pagano fior di soldi per assicurarsi contro il default del debito sovrano degli Stati Uniti, un evento magari possibile ma che in pratica lascerebbe poche controparti capaci di presentare le loro richieste.

Allo stesso tempo la situazione attuale non crea problemi di finanziamento alle banche, che possono vendere bond garantiti dalla Federal Deposit Insurance Corp, battezzati speranzosamente Temporary Liquidity Guarantee Program: un programma che è stato già esteso fino al 2012 e non mi stupirebbe andasse oltre.

Quindi, gli Usa continueranno a blandire i creditori delle banche cercando di non dire nulla di troppo specifico o legalmente vincolante e sperando nel frattempo che accada qualcosa, qualsiasi cosa. Potrebbe funzionare.

Ma anche la mancanza attuale di chiarezza ha i suoi costi. Quello delle banche è un business che punta al lungo periodo ed è fondato sulla fiducia: la sola presenza di preoccupazioni tra i creditori finirà con il trasportarle sui clienti e in ultima analisi ridurrà la capacità della banca di fare nuovi affari e mantenere quelli vecchi, nell‘antico circolo vizioso che si crea quando manca la fiducia.

Quindi, gli Usa dovrebbero constringere i creditori a fare la loro parte di sacrifici se fosse necessario salvare qualche altra grande banca? Credo che le persone dovrebbero essere rese responsabili delle loro decisioni e pagarne i costi. Ma anche il più puritano dei capitalisti dovrebbe essere molto preoccupato di quel che comporta per il resto di noi il fatto di caricare di responsabilità questo particolare gruppo di interessi.

Per leggere il blog di James Saft, digitare

here

(Tradotto da Redazione Milano, milan.newsroom@news.reuters.com))

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below