27 novembre 2014 / 11:29 / 3 anni fa

PUNTO 2-Opera sgr studia fondo per incagli corporate banche da 300-500 mln

(Aggiunge precisazione Enpam, precisa nome ideatore fondo)

MILANO/ROMA, 27 novembre (Reuters) - Opera sgr di Michele Russo sta studiando un “Fondo Valorizzazione Imprese”, veicolo da 300-500 milioni di euro a cui le banche potranno conferire, in cambio di quote, incagli corporate del taglio medio di 10-100 milioni di aziende con un fatturato di almeno 20 milioni.

“La strategia sarà quella di convertire il credito in capitale, acquisendo quote di minoranza ma anche di maggioranza ed entrando in cda delle aziende debitrici”, ha detto a Reuters Michele Russo, che nel maggio 2007 ha acquisito la maggioranza della società di gestione con un nuovo management con esperienza consolidata nel private equity.

Con la conversione del credito in capitale viene ripristinato l‘equilibrio patrimoniale, riportando l‘azienda in bonis con un percorso alternativo alle procedure concorsuali.

Secondo fonti vicine al dossier, cinque banche popolari (Pop Milano, Creval, Popolare Vicenza, Bper e Popolare di Bari) avrebbero dato disponibilità ad aderire e si starebbe trattando con altri due-tre istituti.

Ma, come sottolineato a Reuters dall‘ideatore del fondo Gianluca Leotta “questo fondo chiuso riservato non è rivolto esclusivamente alle banche popolari: non escludo che, per una certa categoria di crediti, possa interessare alle grandi banche”.

L‘iniziativa, presentata oggi in occasione di un convegno Abi a Roma, vuole essere complementare a quella di altri operatori.

“Il taglio dell‘incaglio è di circa 10-100 milioni, meglio da 20 milioni in su, per coprire un‘area rimasta scoperta considerando iniziative analoghe”, ha puntualizzato.

Un progetto messo a punto, secondo le fonti, in contatto con Banca d‘Italia.

Con questo strumento le banche potranno deconsolidare l‘incaglio riducendo l‘assorbimento di capitale e trovandosi con una quota del fondo che eventualmente possono vendere.

Per il fondo ci potrebbe essere interesse anche da parte di investitori istituzionali italiani, come la Cassa forense, oltre che esteri. Un portavoce Enpam precisa che non c‘è alcun coinvolgimento dell‘ente in questo progetto, contrariamente a quanto indicato in precedenza da una fonte.

“Gli investitori istituzionali conferiscono cassa perchè le aziende in difficoltà nel brevissimo hanno bisogno di un‘iniezione di liquidità”, ha spiegato Russo, delimitando tuttavia il peso della cassa al 10-20% del totale del fondo.

Il rendimento atteso del fondo, secondo Russo, si attesta nell‘ordine del 6-8% su 5 anni “con un profilo di rischio più basso rispetto ai Lbos tradizionali perchè, quando un‘azienda viene ricapitalizzata, il rischio si riduce”.

(Maria Pia Quaglia, Stefano Bernabei)

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