23 giugno 2014 / 11:29 / 3 anni fa

PUNTO 1-Risparmio gestito, raccolti altri 7,1 mld a maggio-Assogestioni

* Flessibili i più gettonati a maggio, oltre 40 mld in 2014

* Ubi acquisisce gestione riserve tecniche Aviva Vita

* Dato parziale giugno di Pioneer “molto positivo” (Aggiunge dettagli, commenti)

MILANO, 23 giugno (Reuters) - Entrano altri 7,1 miliardi di euro nel sistema del risparmio gestito italiano a maggio, in linea con aprile, portando il bilancio da inizio anno in attivo per 43,6 miliardi.

Secondo i dati preliminari, resi noti oggi da Assogestioni, la raccolta e l‘effetto performance spingono il patrimonio in gestione a 1.428 miliardi di euro.

Nel dettaglio, sono state le gestioni collettive (6,2 miliardi) a guidare la raccolta il mese scorso: i fondi comuni hanno visto afflussi per 6,1 miliardi, i mandati istituzionali per 0,2 miliardi e le gestioni patrimoniali retail per 0,7 miliardi.

I fondi preferiti dai sottoscrittori restano quelli flessibili (4,3 miliardi a maggio, oltre 40 miliardi nei primi cinque mesi del 2014), che distanziano di gran lunga le altre macrocategorie: obbligazionari e bilanciati raccolgono entrambi circa 0,8 miliardi, mentre gli azionari vedono afflussi per poco meno di 300 milioni e gli hedge per oltre 300 milioni. Ancora riscatti sui fondi monetari (-570 milioni), che hanno da tempo perso appeal in un contesto di tassi di interesse ai minimi storici.

I fondi di diritto italiano confermano il momento positivo con sottoscrizioni per 2,4 miliardi, un controvalore tuttavia inferiore a quello dei fondi domiciliati all‘estero (3,7 miliardi).

“Il trend positivo sui fondi di diritto italiano e sui flessibili ha a che fare soprattutto con la politica di remunerazione della rete distributiva”, commenta Matteo Serio. Il direttore commerciale di AcomeA ricorda che, nella categoria dei “flessibili”, rientrano i fondi a finestra di collocamento che garantiscono una commissione aggiuntiva in fase di vendita.

“Non stupisce che questi prodotti facciano volumi in una fase in cui il business tradizionale delle banche soffre”, aggiunge. “Ma bisognerebbe iniziare a interrogarsi sulla loro reale bontà per l‘utente finale dal momento che spesso non si tratta altro che di un rimborso dilazionato dei soldi versati”.

Bisognerà vedere cosa accadrà quando, a breve, prenderà il via la quotazione in borsa dei fondi comuni, “una novità internazionale che crea un canale libero e aperto non condizionato da politiche di distribuzione”, sottolinea Serio.

INDUSTRIA GUARDA A TEMA FISCALE

Visto il ritmo delle sottoscrizioni del sistema del risparmio gestito italiano, i tempi sembrerebbero maturi per lanciare i piani individuali di risparmio - cosiddetti “Pir” - sul modello di quanto avviene in Francia. Questi prodotti, che incentivano fiscalmente l‘investimento di medio-lungo periodo, sono stati caldeggiati dall‘associazione di categoria in occasione del recente aumento - al 26% dal 20% - della tassazione delle rendite finanziarie.

“E’ stupefacente che l‘Italia, tra i primi paesi per stock di risparmio non abbia un sistema istituzionale che incentivi fiscalmente l‘investmento di medio e lungo periodo”, osserva Serio.

“Anzi pare che il legislatore faccia l‘opposto, penalizzando il risparmio gestito a favore dei titoli di stato italiani”, aggiunge.

Dall‘aumento della tassazione, in vigore dal primo di luglio, sono esenti principalmente titoli di stato e prodotti che hanno come sottostante governativi italiani o europei, che restano al 12,5%.

Fra i grandi gruppi dell‘industria svetta Intesa Sanpaolo , con una raccolta per 2,416 miliardi. Sottoscrizioni ancora più pronunciate per il gruppo Ubi Banca, che mette a segno afflussi per 3,54 miliardi, dato che include le deleghe di gestione conferite a Pramerica Financial, partner di Ubi Banca nel risparmio gestito attraverso Ubi Pramerica sgr.

Come annunciato, Ubi Pramerica ha infatti acquisito la gestione delle riserve tecniche di Aviva Vita, pari a circa 3 miliardi di euro. Le gestioni istituzionali del gruppo vedono a maggio afflussi complessivi per 3,23 miliardi.

Il mandato di gestione era in scadenza con Pioneer Investments. La controllata del gruppo Unicredit registra infatti fuoriuscite a maggio per 1,57 miliardi “riscatti che erano da tempo pianificati e che sono stati parzialmente compensati da flussi in entrata su altri prodotti”, sottolinea il gruppo di asset management che, da inizio anno, ha raccolto 3,6 miliardi, di cui oltre 2 miliardi in Italia.

“Il dato parziale relativo alla raccolta di giugno è molto positivo e conferma il trend di crescita che abbiamo ormai intrapreso negli ultimi 18-24 mesi”, aggiunge.

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