7 maggio 2013 / 08:49 / tra 5 anni

PUNTO 1-Engineering, fallite trattative famiglia Amodeo con JP Morgan

(Aggiunge dettagli, fonte, background)

MILANO, 7 maggio (Reuters) - Rosario, Costanza e Tommaso Amodeo hanno comunicato, nella serata di ieri, che non ha avuto esito positivo la trattativa per l‘ingresso di One Equity Partners, fondo di private equity di JP Morgan Chase, nel capitale di Engineering.

Le trattative erano iniziate quasi un anno fa (nel giugno 2012).

Il comunicato della famiglia Amodeo non precisa le ragioni che hanno portato al fallimento del negoziato con One Equity.

Secondo quanto si legge sul sito di Consob, Rosario Amodeo ha in mano il 4,198% del capitale di Engineering, mentre ai figli Tommaso e Costanza fanno capo, rispettivamente, il 16,007% e il 15,930%. Nel complesso, dunque, gli Amodeo controllano il 36,135% del capitale; le quote in mano a Tommaso e Costanza, però, includono un 2,099% a testa di capitale senza diritti di voto, quindi, di fatto, in assemblea la famiglia ‘pesa’ per poco meno del 32% del capitale.

Rosario Amodeo aveva dato vita a Engineering, negli anni Ottanta del secolo scorso, con Michele Cinaglia, a cui fa capo il 23,176% del capitale. La moglie d Cinaglia, Marilena Menicucci, è titolare dell‘11,970% del capitale. Nel complesso, la famiglia Cinaglia controlla il 35,146% del capitale.

L‘azionariato di Engineering è completato da Bestinver Gestion (9,992%) e Ing Investment Management Belgium (2,025%). Ci sono, infine, azioni proprie, senza diritti di voto, pari al 2,017%.

Da tempo, i rapporti tra i due maggiori soci non sono rosei. E - in assenza di un azionista di controllo, complici le difficoltà di crescere in un settore, quello dell‘Ict, che in Italia non vede il segno più da anni - l‘azienda ne risente.

Gli Amodeo hanno provato a smuovere le acque, intavolando le trattative con One Equity Partners. Ma un potenziale acquirente deve mettere in conto il lancio di un‘Opa, nonché la possibilità che l‘altro azionista si metta di traverso. Un deal difficile, in sintesi.

Il partner di un operatore di private equity che aveva valutato il dossier, nei mesi scorsi, parlando con Reuters, aveva sottolineato la complessità del deal, confermata dal naufragio delle trattative con One Equity Partners, nonostante quasi un anno di lavoro.

“C‘è un problema di futuro”, spiega una fonte vicina alla situazione. “Non c‘è un azionista di controllo. Ed è difficile trovare un‘exit. E’ chiaro che bisognerebbe trovare una soluzione condivisa. Non finisce qua”.

I due fondatori hanno entrambi discendenti ma, mentre Amodeo ha coinvolto i figli in azienda tempo fa, cedendo azioni nel 1998, Cinaglia pare avere qualche difficoltà in più.

Costanza Amodeo si è dimessa dal Cda nel gennaio scorso, per ragioni personali, mentre Tommaso è rimasto e occupa la carica di vice presidente.

Engineering agli occhi dei potenziali compratori, oltre alle problematiche legate all‘azionariato, ha il difetto di avere un fatturato elevato (circa 800 milioni di euro), ma che non cresce, nonché marginalità bassa.

“Deve internazionalizzarsi per crescere”, sintetizza la fonte. Un processo che necessita di investimenti e visione strategica.

Scarsa la reazione del titolo della società romana: attorno alle 10,40, infatti, perde lo 0,81%, a 30,72 euro, dopo aver segnato un minimo di 30,62 euro, con scambi molto contenuti.

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