28 giugno 2012 / 11:24 / 5 anni fa

Btp,sforzi Monti,Grecia non incentivi per ulteriori acquisti-gestori

* Btp già adeguatamente rappresentati in portafogli

* Margine manovra Monti limitato da recessione, orizzonte corto

* Credem consiglia titoli italiani 2023 in dollari

MILANO, 28 giugno (Reuters) - C‘è solo uno sparuto drappello di investitori italiani che, nelle scorse settimana, ha iniziato a rafforzare la propria esposizione ai titoli di stato italiani, incoraggiati dagli ultimi sforzi del governo Monti per rilanciare la crescita e abbattere il debito, oltre che dal sollievo per l‘esito pro-euro delle elezioni in Grecia.

La maggior parte dei gestori interpellati da Reuters, nell‘ambito del consueto sondaggio mensile sulle scelte di asset allocation, conferma il proprio posizionamento sul debito tricolore, in molti casi già “significativo” temendo, fra l‘altro, i capricci della volatilità.

“Preferiamo mantenere l‘attuale esposizione ai governativi italiani, non la incrementeremo nell‘immediato futuro”, ha detto Andrea Ladogana, responsabile linee bilanciate di Bnp Paribas Investment Partners. Nell‘ambito di un portafoglio bilanciato globale della casa, il debito italiano pesa per il 26%, in leggero sovrappeso rispetto al benchmark.

“La stabilizzazione del debito e del deficit e l‘implementazione di riforme strutturali durante una recessione sono difficili”, prosegue Ladogana. “Pensiamo che siano necessarie altre misure, concertate a livello europeo, per stabilizzare i mercati”.

Stretto fra partiti litigiosi e la pressione dei mercati, il premier Mario Monti sta cercando di risollevare le sorti domestiche spingendo al contempo, sul fronte internazionale, proposte per limitare le fluttuazioni dello spread sul debito italiano. Il differenziale di rendimento fra decennali italiani e tedeschi, misura del rischio paese, ha superato a giugno quota 490 punti base, i massimi da metà gennaio.

Questo mese il governo ha approvato il decreto sviluppo con le misure per la crescita e ha avviato una serie di iniziative per aggredire il proprio colossale debito pubblico, pari a 120% del Pil, considerato dagli investitori il tallone d‘achille dell‘Italia. Lunedì il consiglio dei ministri inizierà la “spending review”, revisione della spesa pubblica con l‘obiettivo di risparmiare; ma già oggi Monti si può presentare all‘atteso vertice europeo con in tasca anche il disegno di legge sul mercato del lavoro, approvato in via definitiva ieri.

“Gli investitori potrebbero mostrare disagio perché le elezioni sono vicine e il tempo a disposizione del governo per implementare le riforme economiche si sta esaurendo”, sottolinea Giordano Lombardo, CIO di Pioneer Investments, gruppo Unicredit .

Il governo tecnico guidato da Monti ha davanti a sè meno di un anno prima che gli italiani siano chiamati alle urne. Ma, dopo l‘approvazione lampo della riforma delle pensioni subito dopo il suo insediamento in novembre - rapidità che ha implicato anche gli errori di calcolo sugli esodati - il governo ha dovuto fare sempre di più i conti con le istanze della politica e la stagnazione economica.

PREFERENZE CONVERGONO SU SCADENZE BREVI

Che si tratti di nuovi acquisti di Btp o di vecchie posizioni, la preferenza degli asset manager pare continuare a convergere verso le scadenze brevi, fino a due anni o, al massimo in un caso, fino a cinque.

“Sulla parte a breve della curva nelle ultime settimane i rendimenti si sono alzati molto e in rapporto al rischio sono interessanti”, sottolinea Ciro Vuolo, responsabile finanza advisory desk di Credem. In alternativa “abbiamo suggerito di comprare titoli lunghi (al 2023) ma denominati in dollari per mitigare un eventuale aumento della volatilità”.

Credem, che si aspetta una risposta europea all‘allargamento indiscriminaro degli spread, ha lasciato invariato il leggero sovrappeso sui Btp nei prodotti bilanciati a benchmark. Per Vuolo, infatti, “I risultati delle elezioni greche sono state una non-notizia. Il problema della Grecia è talmente ampio che bisognerà darle 20 anni di tempo per rientrare nei parametri”.

Titoli in scadenza entro i prossimi due anni anche nei portafogli a ritorno assoluto di Credit Suisse AM, dove i Btp continuan a pesare per circa il 20%.

“Siamo fermi perché abbiamo la giusta esposizione per approfittare dei rendimenti elevati” spiega il senior portfolio manager Francesco Fonzi.

Per Fonzi quello italiano “è l‘unico mercato periferico sul quale valga la pena investire dal momento che la Spagna ha un profilo di rischio maggiore se si tiene conto dei fondamentali dell‘economia”, spiega il gestore ricordando che il debito di Madrid è destinato a lievitare vicino al 90% del Pil a fine anno dal circa 68% di fine 2011.

(Maria Pia Quaglia)

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