4 novembre 2011 / 11:45 / 6 anni fa

Clima,continuano divisioni su fondo Onu in attesa vertice Durban

BRUXELLES, 4 novembre (Reuters) - Diversi paesi stanno ancora polemizzando sul potere che dovrà avere un fondo delle Nazioni Unite per aiutare i paesi in via di sviluppo a combattere il cambiamento climatico, quando mancano poche settimane a un decisivo summit in Sud Africa su un possibile accordo globale per il clima. Lo ha reso noto oggi un negoziatore dell‘Unione europea.

Nel 2010, i paesi si sono accordati per dare vita a un “Fondo verde per il clima” che raccolga 100 miliardi di dollari l‘anno entro il 2020 per aiutare i paesi in via di svilupppo a combattere il cambiamento climatico.

A ottobre, una commissione Onu ha completato la bozza di documento istitutivo del fondo nel corso di un vertice in Sud Africa.

I negoziatori di tutto il mondo valuteranno le proposte al summit sul clima che si terrà a Durban dal 28 novembre al 9 dicembre, mentre cercano di trovare un accordo sulle iniziative da intraprendere in direzione di un accordo globale vincolante sulle emissioni a effetto serra.

Gli Stati Uniti e l‘Arabia Saudita hanno sollevato alcune obiezioni su certi aspetti del progetto del fondo, ha detto ai giornalisti Laurence Graff, capo dell‘unità per le relazioni internazionali e inter-istituzionali della Commissione Ue.

“La natura di queste obiezioni - se si tratti di preoccupazioni serie o se (i due paesi) desiderino aggiungere raccomandazioni - resta da vedere”, ha detto Graff.

Gli Stati Uniti e alcuni altri paesi vogliono che la Banca Mondiale abbia un ruolo centrale nella gestione del fondo, ma altri paesi in via di sviluppo e gli ambientalisti sono invece contrari, affermando che l‘ente non ha le giuste credenziali ambientali.

“La questione in verità è se il fondo possa realizzare i propri progetti senza far ricorso alla Banca Mondiale”, ha detto Graff.

“E’ ancora una questione aperta”.

Un‘altra questione collegata è stata sollevata da alcuni paesi ricchi secondo cui il settore privato dovrebbe essere la principale fonte finanziaria per il clima, mentre i governi non riescono a destinare sufficienti fondi pubblici nelle attuali condizioni economiche.

C’è il timore che tali divisioni possano minacciare di far deragliare l‘avvio del fondo, che dovrebbe avvenire nel 2013, e Graff ha detto che c’è ancora molto lavoro da fare.

“Ci sono diverse questioni (collegate al fondo) che vanno discusse a Durban, anche a livello ministeriale”, ha detto Graff.

“Complessivamente, la mia impressione è che le proposte siano una buona base di discussione e spero che saremo capaci di garantire un buon risultato”.

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