May 15, 2018 / 5:29 PM / 5 months ago

Banche Italia, hedge fund puntano su medie per cavalcare ripresa

* Interesse per Credito Valtellinese

* Sofferenze in calo

* Italia a sconto rispetto a media europea

di Abhinav Ramnarayan e Maiya Keidan e Alasdair Pal

LONDRA, 15 maggio (Reuters) - I principali hedge fund hanno scelto le banche italiane di media grandezza per puntare sulla ripresa economica in Europa.

La crisi del debito nel periodo 2010-2012 ha lasciato in eredità agli istituti italiani una sorta di emicrania post-sbornia, incarnato da sofferenze pari a 285 miliardi di euro.

Ma quando il Credito Valtellinese ha varato un aumento di capitale pari a otto volte il valore di mercato, gli hedge fund Usa e britannici si sono mostrati molto interessati.

Ora la banca lombarda vede tra i maggiori investitori Algebris, Toscafund Asset Management e un hedge fund gestito da Eurizon Capital Sgr, secondo quanto emerge dai dati di Thomson Reuters.

Finora la scommessa sembra essere redditizia: i titoli delle banche italiane hanno guadagnato il 15% da inizio anno, a fronte di un calo dell’1% del settore europeo . Il titolo Credito Valtellinese è salito del 7,5%.

Sebbene il rapporto tra prezzi borsistici e valore di libro delle banche italiane sia migliorato da quando Roma ha annunciato un fondo di salvataggio nel 2016, resta inferiore della media del settore europeo dell’8% circa.

Anche la formazione di un nuovo governo composto da due partiti anti-establishment, Lega e Movimento cinque stelle, non ha indotto i fondi contattati da Reuters a ritirarsi dall’Italia.

Le sofferenze bancarie sono un retaggio della recessione che ha seguito la crisi del debito. Le piccole e medie imprese italiane sono molto dipendenti dai prestiti bancari.

La pressione delle autorità regolatorie ha però costretto le banche a liberarsi delle sofferenze: il rapporto tra crediti deteriorati lordi e prestiti totali è sceso al 14,5% dal 17,3% di un anno fa, secondo Banca d’Italia.

“È l’ultimo settore finanziario in Europa ancora a sconto e c’è una tabella di marcia per la ripresa nei prossimi due anni”, ha commentato Giuseppe di Mino di Amber Capital, citando il Credito Valtellinese come esempio di opportunità interessante per prendere posizione nel settore.

Nigel Gliksten, partner di Toscafund, ha detto a Reuters che in Italia la ripresa è più forte che in Grecia, visto che le banche dovrebbero beneficiare del miglioramento della crescita e della prospettiva di rialzi dei tassi dal 2019.

“Ci piace questo settore per l’esposizione alla ripresa economica interna e ai tassi di interesse”, ha affermato Francesco De Astis, responsabile del patrimonio azionario italiano di Eurizon Capital sgr.

L’economia italiana dovrebbe crescere dell’1,5% quest’anno, lo stesso ritmo del 2017.

Caius Capital ha recentemente preso posizione in UniCredit e sta spingendo affinché la banca converta in azioni un’obbligazione da 2,98 miliardi di euro.

PIACCIONO ANCHE EMISSIONI

I fondi vedono anche opportunità nelle obbligazioni, sebbene Louis Gargour, chief investment officer di LNG Capital, consigli di evitare le obbligazioni subordinate o junior, che vengono spesso svalutate in caso di mancato rimborso o ristrutturazione del debito.

“Il rischio-rendimento nella parte subordinata delle banche italiane può essere svalutato, ma il debito senior è salvo”, spiega Gargour.

Ma quando Banca Monte dei Paschi di Siena, che l’anno scorso è stata salvata dall’intervento pubblico, a gennaio ha venduto 750 milioni di bond junior a cinque anni quasi un terzo è andato agli hedge fund. Altri fondi hanno preso il 52%, mentre il resto è stato diviso tra banche, assicurazioni e investitori vari.

Le banche hanno affrontato il problema dei prestiti in modi diversi, dall’aumento di capitale 13 miliardi di UniCredit alla recente vendita di Intesa Sanpaolo di diversi miliardi di crediti in sofferenza a Intrum Justitia.

Inoltre, hanno cartolarizzato i crediti in sofferenza per venderli, aiutati dalle garanzie del governo (gacs) sulle tranche senior.

Il rischio maggiore ora, argomenta un gestore di hedge fund, è che un nuovo governo cancelli le garanzie; al momento, il Tesoro sta lavorando per estendere il programma oltre settembre, un rinnovo che dovrà essere approvato dal prossimo governo.

“Se il governo non rinnoverà le garanzie, qualcun altro dovrà pagare o i valori delle banche cadranno”, conclude il gestore.

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