31 luglio 2017 / 15:38 / 4 mesi fa

M&A, per cucine Snaidero in corsa Pillarstone, IDeA e cinesi - fonti

MILANO, 31 luglio (Reuters) - Potrebbe slittare di qualche giorno la scadenza per la presentazione delle offerte per Snaidero, marchio italiano di cucine, che vede in corsa due fondi di turnaround, ovvero Pillarstone e IDeA, e due soggetti industriali cinesi.

Secondo quanto riferiscono diverse fonti vicine alla situazione, la scadenza, fissata originariamente per oggi, è stata spostata perché i potenziali acquirenti hanno chiesto più tempo per definire le proposte.

Snaidero, stando alle fonti, è nel mirino di due soggetti cinesi e di due operatori di turnaround, Pillarstone, la piattaforma creata da Kkr con John Davison, e DeA Corporate Credit Recovery 1, fondo gestito da IDeA Capital Funds Sgr.

Dal Far East, in particolare, si sono fatti avanti uno sviluppatore immobiliare -- che, in sostanza, inserirebbe le cucine del gruppo friulano nelle abitazioni che va costruendo -- e un altro soggetto, non identificato. Una delle fonti riferisce di voci su un interessamento da parte di Haier Electronics Group , colosso degli elettrodomestici, ma sembra un rumour privo di fondamento.

Qualche dubbio anche sulla natura delle offerte che arriveranno sul tavolo di Kpmg, che asssiste Snaidero nell‘operazione: sembra che il venditore le consideri vincolanti, ma almeno uno dei soggetti in corsa sarebbe intenzionato a presentare una proposta non binding.

Le proposte, per quanto riguarda i soggetti industriali cinesi, dovrebbero essere incentrate su un esborso limitato per coprire le esigenze di breve (il circolante) e rinegoziare il debito con le banche. Il passo successivo dovrebbe essere un aumento di capitale riservato.

I fondi, invece, agirebbero con il consueto metodo, ovvero rilevando il debito dalle banche e tramutandolo in equity.

Entrambe le soluzioni, industriale cinese e finanziaria italiana, dovrebbero prevedere la permanenza della famiglia Snaidero nel capitale.

Snaidero si trova nella procedura prevista dall‘articolo 182 bis della legge fallimentare. Il processo di ristrutturazione è cominciato nel 2013 e ha dato frutti: nel 2016, infatti, il gruppo di Majano (Udine) ha registrato un fatturato di 126,6 milioni di euro (+8%) e l‘ebitda è tornato positivo (2,5 milioni circa). Il problema è il debito, che, secondo una delle fonti, ammonta a circa 25 milioni, ovvero dieci volte l‘ebitda.

Il gruppo guidato da Edi Snaidero, presidente e AD, opera attraverso le linee business to consumer (marchi Snaidero, Rational, Arthur Bonnet, Comera e Regina) e business to business (quello che interessa maggiormente lo sviluppatore immobiliare cinese).

Il 26 luglio scorso, interpellato sulle indiscrezioni di stampa riguardanti le offerte, Roberto Snaidero, presidente di Federlegno-Arredo e azionista del gruppo, aveva dichiarato al Piccolo: “Non smentisco l‘interessamento, ma non me la sento di aggiungere altro. Sono interessato in quanto azionista, ma non sono io a decidere”.

I soggetti citati non hanno voluto commentare o non è stato possibile avere un commento.

(Massimo Gaia)

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