23 marzo 2017 / 15:55 / 8 mesi fa

PUNTO 1-Save, si tratta riassetto Finint con possibile opa, esito incerto

(Aggiunge fonte, background, andamento titolo)

MILANO, 23 marzo (Reuters) - Save è a conoscenza dell‘esistenza di trattative tra i soci di riferimento di Finanziaria Internazionale (azionista di maggioranza con il 59,6%) circa la possibile riorganizzazione dell‘assetto societario della controllante, trattative di cui, allo stato, “non è possibile prevedere l‘evoluzione”.

Così, con una una breve nota, la società che gestisce gli aeroporti di Venezia e di Treviso commenta le indiscrezioni apparse sul Messaggero.

Il quotidiano scrive che la francese InfraVia e un fondo di Deutsche Bank lanceranno un‘opa su Save, probabilmente a giugno, con il sostegno delle banche creditrici (UniCredit capofila), come soluzione al riassetto della della finanziaria che controlla la società aeroportuali.

Una fonte vicina alla situazione conferma che la soluzione delineata dal quotidiano romano è allo studio delle parti, “ma non è ancora stato siglato un accordo definitivo”.

Da tempo si parla di trattative tra i due azionisti della finanziaria, Enrico Marchi e Andrea de Vido, sulla liquidazione del 50% in mano al secondo.

Lo schema che si va delineando prevede che venga costituito un veicolo partecipato dalla francese InfraVia e da un fondo infrastrutturale di Deutsche Bank, che dovrebbe dotarsi di 700 milioni di equity e 980 milioni di debito. La bidco lancerebbe un‘opa su Save, da cui Marchi incasserebbe la cifra con cui liquidare de Vido. A questo punto, la Finint in mano al solo Marchi acquisirebbe il 12% circa del capitale di Save, garantendosi un ruolo preminente nella governance.

A corollario dell‘operazione principale c‘è il rifinanziamento del debito di Finint.

“Il mercato verrà comunque tenuto informato, in conformità alle norme di legge, nel caso in cui tali trattative dovessero portare alla conclusione di un accordo”, si legge nella nota di Save.

Rispetto al quadro di cui sopra, però, vi sono alcuni punti oscuri e incognite. Innanzitutto, non è chiara, al momento, la posizione di Morgan Stanley, che attraverso un fondo infrastrutturale ha in mano il 43,09% di Agorà, veicolo della complessa catena di controllo a cui fa capo il 100% di Marco Polo, scatola che controlla direttamente il 51,23% di Save.

Altra incognita è la posizione di Atlantia, che ha in mano il 22,1% del capitale di Save.

Il gruppo guidato da Giovanni Castellucci ha sempre affermato che la partecipazione è soltanto finanziaria. Di conseguenza, a meno di colpi di scena, la valutazione se aderire o meno all‘opa sarà esclusivamente fatta in base al prezzo.

Infine, andrà verificato l‘atteggiamento della politica. I trasporti rientrano tra i settori sottoposti al cosiddetto golden power, ovvero al potere di intervento del governo sulle società considerate strategiche. Nel 2013, allorché la tedesca Fraport (secondo indiscrezioni di stampa, mai confermate dal gruppo) mise nel mirino Save, l‘allora presidente del consiglio, Enrico Letta, disse chiaro e tondo che l‘aeroporto di Venezia “deve rimanere italiano”.

All‘epoca a giocare di sponda con Fraport era, sempre secondo le indiscrezioni. il fondo attivista Amber Capital, che poi, una volta tramontato il progetto di favorire un passaggio di proprietà, ha ceduto la quota ad Atlantia.

Va detto, peraltro, che la politica non ha ostacolato la conquista degli aeroporti di Firenze e Pisa (Toscana Aeroporti ) da parte dell‘argentina Corporaçion America. Recentemente, però, il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, ha alzato la voce di fronte alle avances estere nei confronti di aziende italiane.

Nel frattempo, sulla base delle indiscrezioni di stampa (che indicano un premio quasi nullo rispetto all‘attuale quotazione), il titolo registra senza scossoni la prospettiva di un‘opa: attorno alle 16,40, infatti, Save guadagna lo 0,25%, a 20 euro, dopo aver toccato un massimo di 20,74 euro.

I soggetti citati non hanno voluto rilasciare dichiarazioni o non è stato possibile avere un commento.

(Elisa Anzolin, Paola Arosio, Stefano Bernabei, Massimo Gaia)

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