2 marzo 2015 / 12:42 / 3 anni fa

PUNTO 1-Icbpi, BC Partners guarda a dossier in cordata, offerte a marzo

(Aggiunge dettagli, contesto)

MILANO, 2 marzo (Reuters) - L‘operatore di private equity BC Partners è interessato all‘Istituto centrale delle banche popolari (Icbpi) e sta guardando al dossier assieme a un partner. Le offerte saranno presentate a marzo.

E’ quanto spiega Nikos Stathopoulos, managing partner del fondo, a margine della cerimonia di quotazione di Ovs.

“E’ vero”, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se BC Partners fosse interessata a Icbpi, aggiungendo che stanno guardando al dossier con “un partner”.

A una domanda sulle tempistiche per la presentazione delle offerte per Icbpi, Stathopoulos ha spiegato che sarà “a marzo”.

Secondo alcune fonti, in corsa per l‘istituto ci sono anche Advent con Bain Capital e, secondo altre due fonti, Permira con Cvc.

In gara ci sarebbe anche Cinven, spiega un‘ulteriore fonte. Un quotidiano ha scritto che anche BC Partners e Cinven si muovono in cordata.

Stando ad una delle fonti, la cordata formata da Advent e Bain si avvarrebbe anche dell‘apporto di Clessidra. Va ricordato che Bain e Clessidra effettuarono insieme il buyout di Cerved , poi ceduta a Cvc. Bain e Advent, riferisce una fonte, sono state le prime a bussare alla porta degli azionisti di Icbpi, i quali, per massimizzare l‘incasso, hanno scelto la strada della procedura competitiva.

Una delle fonti non esclude che altri soggetti possano entrare nella corsa.

La formazione dei consorzi è conseguenza delle dimensioni del deal: il 12 febbraio scorso, Miro Fiordi, AD di Credito Valtellinese, disse di aver ricevuto manifestazioni d‘interesse che valorizzano il 100% dell‘istituto specializzato nei sistemi di pagamento in un range tra 1,9 e 2,4 miliardi di euro.

Una delle fonti spiega che “ci vuole circa 1 miliardo di equity, troppo per un solo fondo”; da qui l‘esigenza di trovare alleati.

Le fonti sono concordi nell‘attendersi una conclusione rapida del deal: “Nel giro di un paio di mesi”, prevede una di esse.

Sullo sfondo resta il ruolo della Banca d‘Italia, che potrebbe intervenire, anche solo a livello di moral suasion, per indirizzare la destinazione di Icbpi. All‘epoca del processo riguardante Sia, in effetti, Via Nazionale caldeggiò un intervento del Fondo Strategico Italiano (Fsi) per evitare che un asset finanziario ‘delicato’ finisse in mano a operatori di private equity di matrice estera.

Al momento, dice una fonte, non risulta che Bankitalia sia intervenuta, ma “nei servizi finanziari c‘è sempre una tematica riguardante il ruolo della banca centrale. Su Icbpi, però, mi pare che sia meno sensibile”.

(Elisa Anzolin, Massimo Gaia)

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