23 ottobre 2013 / 10:46 / 4 anni fa

PUNTO 1-Risparmio gestito raccoglie 3,1 mld a settembre grazie ai mandati

* 2013 si preannuncia come anno migliore degli ultimi dieci

* Momento transitorio di incertezza impone battuta d‘arresto fondi

* Patrimonio a 1.283 miliardi di euro (Aggiunge dettagli, commenti)

MILANO, 23 ottobre (Reuters) - Nono mese consecutivo di raccolta positiva per il sistema del risparmio gestito in Italia: a settembre gli afflussi, complessivamente pari a 3,143 miliardi, sono riconducibili tutti ai mandati istituzionali (+3,76 miliardi) mentre, per la prima volta da ottobre 2012, i fondi presentano un bilancio in rosso per circa 350 milioni complice massicci riscatti sugli obbligazionari (-1,2 miliardi).

“A settembre abbiamo avuto un momento di incertezza politica in Italia e anche negli Stati Uniti”, spiega Federico Taddei, AD di Online Sim. “La nostra sensazione è che i riscatti siano stati in linea con i mesi precedenti ma che le sottoscrizioni siano state inferiori”.

Secondo le statistiche preliminari, diffuse stamani da Assogestioni, il patrimonio a fine settembre si attesta a quota 1.283 miliardi, in aumento dai 1.270 miliardi di agosto, grazie alla raccolta e ad un effetto performance di poco meno dell‘1%.

“Il dato di raccolta da inizio anno sale a quota 55 miliardi, 3 miliardi in più rispetto all‘intero 2005 fino ad ora il migliore anno dell‘ultimo decennio”, ha detto Alessandro Rota, direttore ufficio studi dell‘associazione di categoria in un videomessaggio.

Il rapporto fra fondi e mandati vede una dominanza dei secondi, che rappresentano il 55% del patrimonio: quelli istituzionali fanno la parte del leone superando da soli, con una porzione del 47,8% degli asset complessivi, la quota di tutte le gestioni collettive (fondi aperti e chiusi) che si attesta al 44,8%.

La leader del mercato Generali guida la raccolta di settembre con sottoscrizioni per 1,75 miliardi seguita dalla numero due, il gruppo Intesa Sanpaolo, che vede afflussi per circa 890 milioni. Più in generale, i primi quattro gruppi per raccolta sono italiani se si include anche Poste Italiane (+500 milioni circa) e il gruppo Ubi Banca (+183 milioni circa).

SUCCESSO DEI FONDI “UNCONSTRAINED”

Il panorama dei fondi a settembre - in nero per quasi 40 miliardi da inizio anno - mostra il persistere di una predilezione verso prodotti con una maggiore delega al gestore come i flessibili - che raccolgono 1,3 miliardi - ma anche un interesse per gli azionari (+236 milioni) oltre che per i bilanciati (+99 milioni). I flessibili si confermano il prodotto preferito con una raccolta che da inizio anno sfiora i 22 miliardi di euro.

Gli obbligazionari, che rappresentano circa il 50% del patrimonio dei fondi aperti, perdono smalto a causa della compressione dei rendimenti registrando il primo mese di fuoriuscite per un bilancio che, da inizio anno, resta in nero per 13,3 miliardi.

“E’ in atto un travaso dagli obbligazionari ai flessibili”, nota Taddei. “Con gli azionari di fatto fermi chi cerca un‘asset allocation leggermente più rischiosa si rivolge ai flessibili”.

Fa eco Simone Calamai, AD di Fundstore: “Dal nostro piccolo osservatorio assistiamo a questo fenomeno: ormai si compra soprattutto il gestore, la strategia di gestione e non il prodotto in sè”, ha detto. “C‘è una maggiore consapevolezza del pubblico sull‘importanza della delega”.

In particolare, dopo il successo commerciale dei fondi a cedola e degli azionari e obbligazionari emergenti, recentemente stanno riscuotendo successo i prodotti cosiddetti “unconstrained”, fondi flessibili in cui il gestore è libero da vincoli di duration, valutari, geografici e di rating dell‘emittente.

“Sono fondi a metà strada fra un obbligazionario e un azionario in cui il gestore ha ampi margini di manovra sulla curva del rischio e in questo senso hanno fatto scuola i fondi di Carmignac”, ha detto Calamai.

I riscatti il mese scorso sono ricaduti più sui fondi di diritto italiano (-248 milioni) che su quelli esteri (-95 milioni). Da gennaio i prodotti esteri (+30,5 miliardi) hanno raccolto più di tre volte quelli domestici (9 miliardi circa).

Nell‘ambito delle gestioni collettive si conferma la predominanza dei prodotti istituiti all‘estero, che rappresentano il 70% circa dei fondi aperti.

(Maria Pia Quaglia)

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