25 giugno 2013 / 10:44 / 4 anni fa

PUNTO 1-Risparmio gestito, raccolti 8,7 mld a maggio, max da 14 anni

(aggiunge commento gestore)

MILANO, 25 giugno (Reuters) - L‘industria del risparmio gestito in Italia registra il quinto mese consecutivo di raccolta positiva, incamerando il miglior dato mensile da quattordici anni.

Le sottoscrizioni del mese di maggio, infatti, pari a 8,7 miliardi di euro, rappresentano il miglior risultato dal maggio 1999.

I fondi aperti continuano a trainare la raccolta, totalizzando circa 8,88 miliardi.

Patrimonio ai massimi storici, a quota 1.264,4 miliardi.

E’ quanto emerge dai dati preliminari della mappa del risparmio gestito, realizzata da Assogestioni.

Dall‘inizio dell‘anno, le sottoscrizioni sfiorano i 36 miliardi.

Per leggere la tabella riassuntiva dei dati, cliccare su

Oltre 2,4 miliardi di raccolta per UniCredit, realizzata quasi interamente sui fondi aperti. Ottimo risultato anche per Intesa Sanpaolo (oltre +1,5 miliardi) e Franklin Templeton (oltre +1,3 miliardi). Deflussi per il gruppo Generali , per Allianz e Ubi.

Per leggere la tabella dei primi gruppi di gestione e prodotto per patrimonio gestito, cliccare su

DOPO FED SCENARIO CAMBIATO

La festa, però, per quanto appena cominciata, rischia di essere già finita. Giugno, infatti, per effetto soprattutto delle anticipazioni di Ben Bernanke sul ritiro graduale delle misure di stimolo dell‘economia Usa, sta vedendo un cambiamento deciso e brusco del quadro.

“Notiamo uscite repentine e significative dagli asset con un tasso di rischio più elevato, soprattutto nel mondo obbligazionario, che è quello più rilevante in Italia”, spiega Nicola Trivelli, direttore degli investimenti di Sella Gestioni Sgr.

Insomma, quello che Trivelli chiama “uno scenario più costruttivo”, caratterizzato dalla ricerca di rendimenti maggiori in un contesto di tassi vicini allo zero, rischia di appartenere al passato.

Il gestore sottolinea che, all‘interno dell‘obbligazionario, “stiamo registrando flussi inversi abbastanza importanti da high-yield ed emergenti”. Insomma, il rischio torna ad essere maneggiato con estrema cura.

E con l‘azionario che non attira i risparmiatori italiani, in uno scenario di tassi ancora bassi, giugno potrebbe registrare un brusco stop negli afflussi.

“Speriamo sia solo una presa di fiato. Forse il repricing dei rischi è salutare” aggiunge il fund manager.

A MAGGIO BOOM PER OBBLIGAZIONARI E FLESSIBILI

Secondo Trivelli, “anche con le incertezze legate alle mosse della Fed e ad altre dinamiche, (il dato di maggio) è un segnale di salute del settore. E dimostra come la minor tensione sul sistema interbancario abbia fatto sì che non ci fosse la concorrenza dei conti remunerati”.

Lo scorso mese le gestioni collettive hanno raccolto circa 8,9 miliardi di euro.

Sotto la pressione degli istituzionali (-404 milioni), la raccolta delle gestioni di portafoglio chiude il mese in negativo (-178 milioni).

Nel comparto dei fondi aperti, i prodotti di diritto estero hanno richiamato circa 6,4 miliardi di euro. La raccolta dei fondi di diritto italiano è pari a 2,5 miliardi di euro.

Boom di obbligazionari (+5,7 miliardi) e flessibili (+3,6 miliardi). Torna l‘interesse per i fondi monetari, che nel mese hanno incassato 329 milioni di euro. Riscatti, invece, su azionari (-211 milioni), bilanciati (-450 milioni) ed hedge (-76 milioni).

“Il rammarico è che, anche in un mese positivo come maggio, l‘equity sia negativo”, nota Trivelli. “Potenzialmente, nei prossimi anni dovremmo registrare maggiore interesse per l‘equity. L‘uscita dalla crisi nella zona euro, tra fine 2013 e inizio 2014, dovrebbe indirizzare flussi verso l‘azionario. Ma in Italia non si riesce a farlo”.

CRITICITA’ PER EMERGENTI

In prospettiva, secondo Trivelli, la seconda parte dell‘anno potrebbe non essere negativa per l‘industria del risparmio gestito. “Valutavamo che la Fed avrebbe dato una scossa al mercato. Ma”, aggiunge, “non dobbiamo dimenticare che le banche centrali sono in cicli diversi. La BoJ è in fase espansive. La Bce sta valutando nuove forme non convenzionali di stimolo dell‘economia. E la stessa Fed ha detto che si tratta di una politica di aggiustamento”.

Insomma, se nell‘immediato l‘annuncio della Fed ha spaventato, creando effetti distorsivi, costringendo “chi lavora con gli algoritmi a smontare rapidamente le posizioni”, la prospettiva, secondo il direttore degli investimenti di Sella Gestioni Sgr, non è fosca.

C‘è, però, “qualche dubbio in più sugli emergenti, perché il rallentamento in diverse aree e la criticità cinese” sono ombre pesanti. D‘altro canto, conclude Trivelli, l‘obiettivo del governo di Pechino di disincentivare gli investimenti in infrastrutture e far decollare i consumi interni è un cambio di paradigma e “avrà qualche effetto negativo nel breve termine, ci vorrà tempo per metabolizzarlo”.

(Massimo Gaia)

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