8 febbraio 2013 / 14:28 / tra 5 anni

Btp, Carmignac cerca valore fino a 10 anni, monitora volatilità

* Rischio duration esteso a Btp 10 anni tra fine 2012-inizio 2013

* Recente correzione Btp frutto di “rumore” politico

* Volatilità resterà in agguato, soprattutto in sem1

MILANO, 7 febbraio (Reuters) - Se si guarda al panorama dei mercati mondiali del reddito fisso “ci sono molti pochi posti dove si può investire”. I tassi di interesse sono ovunque così risicati che gli investitori inevitabilmente inizieranno a mostrarsi più tolleranti verso la volatilità e verso il rischio: saranno dunque più propensi a cercare valore sulle scadenze più lunghe della curva italiana.

Ne è convinto Carlos Galvis, gestore del fondo Carmignac Securité (6 miliardi di patrimonio) che ha un‘esposizione del 10% al debito italiano (del 24% ai perferici nel loro complesso) e che, tra fine 2012 e inizio 2013, ha allungato il rischio di duration sui Btp a 10 anni.

Per Galvis la correzione dei governativi italiani delle ultime due settimane si deve a un transitorio “rumore” di natura politica ed è frutto dell‘attività speculativa di fondi hedge, non di investitori istituzionali.

“Non riteniamo che questo rappresenti un cambiamento di rilievo alla nostra visione positiva e costruttiva di come la situazione si sta evolvendo in Europa, dove una istituzione credibile come la Bce può intervenire in caso di necessità”, ha detto a Reuters Galvis, indicando nella forza dell‘euro la riprova che i rischi di disgregazione del passato sono alle spalle. “Gli spread si sono compressi molto e in questo mercato, dove i tassi resteranno piuttosto bassi per qualche tempo, ci aspettiamo che la reazione degli investitori sia quella di risalire la curva (italiana) e che la curva dunque si appiattisca”.

Un movimento a cui contribuiranno gli investitori statunitensi ma soprattutto giapponesi, costretti dal crescente deprezzamento dello yen a cercare rendimento fuori dai confini domestici.

Ma la strada per i Btp si preannuncia tutt‘altro che in discesa, soprattutto nella prima metà del 2013: la volatilità e le prese di beneficio, secondo Galvis, saranno in agguato ad ogni asta. Senza contare che bisognerà vedere se le maggioranze uscite dalle elezioni politiche di fine mese metteranno Camera e Senato in condizione di funzionare.

“Se si verifica un aumento di volatilità in presenza di rendimenti non tanto aggressivi quanto quelli dell‘anno scorso, questo diventa un elemento di preoccupazione per il proprio portafoglio”, spiega il gestore.

Tanto più che, ad accentuare le oscillazioni sui titoli di stato tricolori, contribuisce anche un fattore “tecnico”: con il venir meno della correlazione inversa fra mercati del debito “core” e “periferia” e la riduzione dei rendimenti di Bund tedeschi e OATs francesi, i gestori di portafogli obbligazionari globali non possono più proteggere la propria esposizione al Sud Europa andando corti di governativi “core”; sono viceversa costretti a gestire l‘esposizione con un‘operatività più continuativa.

“Un modo migliore oggi per proteggersi dagli eccessi di volatilità nella periferia è quello compensare qualsiasi allargamento degli spread vendendo euro”, ha spiegato il gestore, facendo riferimento ad un portafoglio globale che investe anche in valuta.

Nel portafoglio di Carmignac Sécurité c‘è spazio infine anche per debito italiano e spagnolo del settore industriale (Fiat ) e finanziario (Unicredit ).

“Nel secondo trimestre del 2012, dopo i due LTRO (della Bce) abbiamo pensato che il premio al rischio della liquidità fosse troppo elevato sulle banche italiane e spagnole quindi abbiamo iniziato a costruire posizioni su scadenze molto brevi”, ha spiegato.

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