21 dicembre 2012 / 13:47 / tra 5 anni

PUNTO 1-Risparmio gestito,850 mln afflussi novembre,AUMs a nuovo record 2007

* 2012 in rosso per quasi 7 mld a fine novembre

* Obbligazionari guidano travaso flussi a fondi da gestioni

* Flessibili ancora positivi, azionari al palo (Aggiunge dettagli, commenti)

MILANO, 21 dicembre (Reuters) - L‘industria del risparmio gestito torna in nero per 850 milioni nel mese di novembre - dopo i riscatti di ottobre - al traino delle gestioni collettive (+1,5 miliardi), in particolare dei fondi obbligazionari.

I dati preliminari, diffusi oggi da Assogestioni, vedono il patrimonio in crescita a 1.196 miliardi. Gli asset in gestione toccano così un nuovo record del 2007 dopo quello di ottobre frutto dello spostamento di masse della riorganizzazione del gruppo Generali.

La tenuta dimostrata da fondi aperti e chiusi nel corso dell‘anno - le gestioni collettive hanno raccolto quasi 3 miliardi da inizio gennaio - non basterà tuttavia a compensare i deflussi per quasi 10 miliardi dalle gestioni di portafoglio: si preannuncia dunque un bilancio 2012 in rosso per il sistema, seppur con riscatti inferiori rispetto agli oltre 40 miliardi del 2011.

Con nuovi afflussi per 2,7 miliardi i prodotti obbligazionari si confermano la categoria di fondi preferita in Italia nei primi undici mesi del 2012 con sottoscrizioni complessive per circa 21 miliardi, “una raccolta spinta dal buon successo di prodotti data target”, come spiega Assogestioni.

Il successo di questo genere di prodotti è determinato dalle caratteristiche simili all‘investimento diretto in obbligazioni: scadenza fissata, chiarezza sul rendimento atteso e distribuzione periodica di una cedola come i governativi italiani dei tempi d‘oro.

Gli obbligazionari guidano anche il trend, evidenziatosi negli ultimi mesi, di travaso dei flussi dalle gestioni ai fondi.

“Se è vero che le gestioni fanno da tempo molta fatica a livello retail questo, nella nostra esperienza, non è vero nel private banking”, sottolinea il responsabile distribuzione asset management Credit Suisse in Italia Andrea Sanguinetto.

L‘introduzione, dal primo gennaio 2013, dell‘Iva sulle commissioni di gestione viene vista da più parti come un acceleratore della fuga dalle gestioni.

“Ad oggi non l‘ho visto come un tema che ha indirizzato i flussi degli ‘high net worth individuals’ (la clientela ‘private’ ndr)”, ha detto Sanguinetto, riferendosi all‘applicazione dell‘Iva. “Poi bisognerà vedere a gennaio se ci sarà o meno una distorsione delle logiche di allocazione del risparmio dettata da ragioni di tipo fiscale”.

Premesso che il quadro fiscale resta da chiarire, “non ho visto segnali di debolezza neppure sul canale delle gestioni istituzionali - noi lavoriamo con fondi pensione, casse di previdenza e fondazioni bancarie - e non li vedo a dicembre; anzi posso dire che proseguiamo nel cammino di crescita in questo settore”, ha aggiunto.

AZIONARI POTREBBERO TORNARE A RACCOGLIERE L‘ANNO PROSSIMO

Tornando ai fondi, più che raddoppia a 623 milioni (da 278 milioni di ottobre) la raccolta dei flessibili, unica altra categoria che possa vantare un saldo positivo da inizio anno (per 308 milioni). Se i prodotti “a cedola” sono tipicamente predominio degli asset manager italiani, gli esteri promuovono soprattutto fondi di asset allocation obbligazionaria con un approccio flessibile.

In forte diminuzione a -154 milioni (da -1,3 miliardi del mese precedente) l‘emorragia dai monetari che, da inizio anno, hanno registrato i deflussi più consistenti (-9,9 miliardi circa). Il ridimensionamento dei riscatti sui prodotti di liquidità aiuta la raccolta dei fondi di diritto italiano, positiva per 51 milioni a fronte degli 1,46 miliardi attirati dai fondi di diritto estero.

“Assistiamo ad una debolezza dei prodotti ‘risk off’ come i monetari e un interesse per quelli ‘risk on’; si continua tuttavia a guardare alle varie dimensioni del prodotto obbligazionario o ai flessibili non ancora all‘azionario”, sottolinea Sanguinetto.

I fondi che investono in equity subiscono ancora riscatti di oltre 900 milioni a novembre e, con deflussi annui per 7,27 miliardi circa, rappresentano la seconda peggiore categoria da gennaio. Ma il trend potrebbe cambiare l‘anno prossimo.

“Pensiamo che, sulla parte azionaria, possano essere un nuovo porto i prodotti ad elevato dividendo”, ha detto il manager. “C‘è più valore in questo mondo che in quello dei corporate bond - i ritorni generati quest‘anno sull‘obbligazionario saranno difficili da replicare - e anche le performance positive delle borse nel 2012 potrebbero fare da traino alla raccolta”.

Novembre ha visto infine sottoscrizioni diffuse a livello dei maggiori gruppi, che dal mese scorso vedono in vetta per patrimonio Generali con una quota di mercato del 29% circa. Fanno eccezione con un saldo negativo, oltre allo stesso Leone, Mediolanum e Arca fra gli italiani, Allianz nelle file dei player stranieri. Raccolta positiva di 355 milioni per Credit Suisse.

(Maria Pia Quaglia)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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