19 dicembre 2012 / 15:13 / 5 anni fa

RPT-PUNTO 2-Derivati Milano, condannate quattro banche, nove funzionari

(Elimina refuso al 12esimo paragrafo)

* Per banche multa da 1 milione ciascuna, confisca complessivi 89 mln

* Per funzionari banche pene fra sei e otto mesi

* Banche ribadiscono correttezza operato e annunciano appello

* Sentenza “storica” per accusa, possibile impatto su altre cause

di Giulio Piovaccari

MILANO, 19 dicembre (Reuters) - Il giudice di Milano Oscar Magi ha condannato oggi in primo grado Deutsche Bank, Depfa, Jp Morgan e Ubs a una multa di un milione di euro ciascuno e a una confisca complessiva di oltre 89 milioni di euro, a conclusione del processo di primo grado per truffa sui contratti derivati stipulati da Palazzo Marino.

Il giudice ha inoltre condannato a pene comprese fra i sei e gli otto mesi di carcere nove funzionari bancari dei 13 manager imputati, per quattro dei quali la procura aveva chiesto l‘assoluzione.

Più in particolare, Marco Santarcangelo e Antonia Creanza sono stati condannati a otto mesi e 15 giorni di reclusione e 90 euro di multa ciascuno, Tommaso Zibordi a sette mesi e 15 giorni e 80 euro di multa, Gaetano Bassolino a sette mesi e 70 euro di multa, Carlo Arosio, William Francis Marrone, Fulvio Molvetti e Matteo Stassano a sei mesi e 15 giorni e 60 euro, Alessandro Foti a sei mesi e 50 euro.

A tutti è stata comminata l‘incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione per un anno. Pene sospese per tutti, mentre gli imputati “persone fisiche” sono stati condannati in solido a risarcire la parte civile Adusbef con 50.000 euro complessivi.

Simone Rondelli e Francesco Rossi Ferrini sono stati invece assolti per non aver commesso il fatto, mentre i due funzionari comunali Giorgio Porta e Mario Mauri sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato.

Per quel che riguarda il dettaglio delle confische, quella a carico di Depfa è di 23.960.433 euro, per Deutsche è di 24.342.232 euro, Jp Morgan 24.785.301 euro e Ubs 16.584.639 euro.

Infine, il giudice ha disposto la trasmissione degli atti del processo in procura perché si proceda per falsa testimonianza nei confronti di Angela Casiraghi, all‘epoca direttore finanziario del Comune, e ora alla Cassa Depositi e Prestiti.

A luglio l‘accusa aveva chiesto la condanna delle quattro banche a 1 milione e mezzo di euro di multa ciascuna, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno e la confisca di una cifra complessiva superiore ai 72 milioni di euro.

“ITALIA TERRA DI SCORRIBANDE”

In una serie di note diffuse dopo il pronunciamento del tribunale, Deutsche Bank, Ubs e Jp Morgan hanno espresso il loro disappunto per la sentenza, ribadendo la correttezza del proprio operato e preannunciando il ricorso in appello. Di segno opposto la valutazioni dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, titolare dell‘accusa.

“È una sentenza storica, non c‘è dubbio. È la prima volta che si affronta il principio della mancata trasparenza nell‘attività con la pubblica amministrazione, una sentenza storica che dà ragione all‘accusa”, ha affermato Robledo, aggiungendo che la sentenza individua un meccanismo illecito nell‘attività con la pubblica amministrazione che potrebbe essersi verificato anche in altri casi.

“L‘Italia è stata terra di scorribande, non mi risulta che, tranne un caso, ci sia stato un solo ente pubblico in Italia che sia stato assistito da fisici quantistici o da matematici finanziari, cioè il tipo di assistenza tecnica richiesta nelle operazioni in derivati”, ha aggiunto il pm.

“RICADUTE SU DECINE DI DECINE DI CASI GIUDIZIARI”

Secondo l‘avvocato milanese Tommaso Iaquinta, impegnato in numerose altre cause su derivati in Italia, quella di oggi è una sentenza “molto pericolosa per gli istituti di credito, che hanno sempre avuto un po’ di sicumera, mentre ora qualche certezza comincia a cadere”.

“La sentenza dice che si tratta di una truffa acclarata, quindi un giudizio comportamentale ancora più grave della malafede. Siamo solo al primo grado, ma decisamente questa sentenza potrebbe essere uno tsunami sul sistema Italia”, spiega Iaquinta, ipotizzando una ricaduta su qualche decina di casi giudiziari legati a derivati con enti pubblici e su un centinaio di casi con privati.

La causa riguarda i contratti derivati stipulati da Palazzo Marino sulla propria obbligazione da 1,68 miliardi di euro con scadenza 2035, su cui la procura milanese ipotizzava il carico di costi occulti per circa 100 milioni a danno dell‘amministrazione cittadina.

Ad inizio 2012 il Comune di Milano e le quattro banche hanno raggiunto un accordo extragiudiziale per la chiusura del procedimento civile, che consentirà a Palazzo Marino di contabilizzare entrate pari a 455 milioni di euro, più flussi di interessi attivi nel corso dei prossimi anni. A seguito dell‘accordo, il Comune aveva rinunciato al ruolo di parte civile nel processo penale.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below