31 ottobre 2012 / 15:03 / 5 anni fa

Elezioni Usa,gestori europei tifano per Obama ma consenso non netto-sondaggio

* Risultato non dovrebbe modificare sostanzialmente investimenti nel breve

* Maggior parte non si aspetta impatto da vittoria simultanea al Congresso

MILANO, 31 ottobre (Reuters) - Gli investitori europei tifano per un nuovo mandato di Barack Obama alla Casa Bianca ma il consenso non è per nulla netto.

Contrariamente ad un‘opinione diffusa sul mercato, otto dei quindici gestori italiani ed europei interpellati da Reuters sono convinti che la vittoria del presidente uscente avrebbe infatti un impatto più positivo sui mercati finanziari globali.

La stessa indagine, condotta il mese scorso, vedeva Obama in vantaggio con dieci preferenze su quattordici.

Se è vero che i mercati potrebbero preferire la continuità, le scelte di investimento non paiono tuttavia destinate a essere influenzate in modo sostanziale dal risultato delle elezioni, almeno nell‘immediato. Neanche, secondo il parere dei più, nel caso in cui lo schieramento del vincitore riuscisse a conquistare simultaneamente il Congresso.

“E’ difficile dire in maniera decisa che uno dei due candidati sarebbe meglio per i mercati globali”, osserva Elke Speidel-Walz, chief investment strategist per la Germania di Deutsche Bank Private Wealth Management.

“Se si guarda alla storia, (subito dopo le elezioni) gli asset rischiosi tendono ad essere favoriti dalla vittoria del candidato uscente... all‘opposto, l‘anno dopo le elezioni gli asset rischiosi vengono premiati dallo sfidante... a mano a mano che il mercato capisce la strategia del nuovo presidente”.

L‘impressione che si ricava è che, nel radar degli investitori, i nodi cruciali al di là dell‘Atlantico siano altri.

“Le elezioni negli Stati Uniti non avranno un impatto enorme perchè gli Usa devono affrontare, ad esempio, il problema del venir meno delle agevolazioni fiscali (cosiddetto ”fiscal cliff“) che sono laterali ad una strategia di politica economica di lungo periodo”, osserva Simone Da Dalt, fund analyst del financial advisory desk di Credem.

Senza un intervento legislativo ad hoc, all‘inizio dell‘anno prossimo gli Stati Uniti vedranno risucchiati dalla propria economia qualche cosa come 600 miliardi di dollari, risultato di una maggiore imposizione fiscale unita ad un taglio della spesa del governo.

Per l‘analista, che vede l‘indice Standard & Poor’s oltre la soglia dei 1.500 punti tra la fine di quest‘anno e l‘inizio del prossimo, sul tavolo ci sono anche altre criticità: dalla disoccupazione ancora elevata, alla gestione di una politica monetaria ultraespansiva fino agli strascichi della crisi dei mutui subprime pur in un mercato immobiliare in ripresa.

“Si pensa che ci sarà un pesante sell-off sul mercato in caso di vittoria di Obama ma noi non siamo d‘accordo”, ha detto Donatella Principe, head of Institutional Business di Schroders Italy SIM.

“Siamo più propensi a credere che mettersi le elezioni alle spalle sia positivo di per sè per il mercato, non importa chi verrà eletto”.

SCENARI CON ROMNEY PRESIDENTE

In effetti sul mercato l‘opinione prevalente è che l‘elezione di un repubblicano, generalmente considerato più liberale e promercato, riceverebbe un‘accoglienza migliore.

“Ma”, avverte Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni, “nel lungo periodo la sua politica economica potrebbe essere molto pericolosa”. Innanzitutto perchè è probabile che Romney affossi definitivamente la riforma dei mercati finanziari avviata, tra mille resistenze, da Obama.

“Nell‘insufficiente regolamentazione risiede la radice di tutti i problemi da Lehman in poi”, sottolinea Trivelli.

Con Romney ci sarebbe inoltre un maggiore rischio che si riacutizzino “certe tensioni sul fronte estero soprattutto dal momento che ci sono già aree ‘calde’ per motivi interni come Iran e Israele”, ha aggiunto.

Gli analisti di Barclays hanno stimato che, se Romney diventasse il nuovo presidente degli Stati Uniti, i derivati sui Fed fund balzerebbero di 50 punti base: il mercato scommetterebbe infatti sulla proposta di un candidato più “falco” per la presidenza della Federal Reserve quando Ben Bernanke lascerà nel 2014.

“Vedrei piuttosto una variazione graduale”, avverte Trivelli, ricordando che le autorità americane potrebbero utilizzare un aumento dell‘inflazione per contenere l‘esplosione del debito e il cambio per restare competitivi.

Un cambio di rotta di un qualche rilievo, secondo la Principe, si vericherebbe solo nel caso di vittoria di Romney con una netta maggioranza dei Repubblicani al Congresso. Uno scenario che potrebbere generare volatilità sui mercati.

“Questo creerebbe maggiore ambiguità per gli investitori nel 2013, facendo lievitare il premio al rischio delle borse nonostante il persistere dell‘interesse per i risky asset a causa di rendimenti core e tassi di interesse bassi”, ha spiegato.

-- ha collaborato Ingrid Melander

(Maria Pia Quaglia)

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