9 marzo 2012 / 10:45 / 6 anni fa

PUNTO 2-Fonsai, per Isvap c'è concerto tra Palladio e Sator -fonte

(aggiunge contesto)

di Paola Arosio

MILANO, 9 marzo (Reuters) - L‘Isvap, l‘authority per il settore assicurativo, ha stabilito, con una lettera inviata il primo marzo, che il patto di consultazione siglato da Palladio e Sator sulle quote detenute in Fondiaria-Sai configura un concerto.

Lo riferisce una fonte vicina alla situazione, confermando indiscrezioni di stampa odierna, mentre dall‘Isvap arriva un ‘no comment’.

“La decisione è stata notificata l‘1 marzo”, spiega la fonte.

Diretta conseguenza della decisione Isvap è che Palladio e Sator hanno bisogno di un via libera preventivo dell‘autorità di vigilanza qualora decidessero di portare la partecipazione complessiva in Fonsai, oggi all‘8%, oltre la soglia del 10%.

La lettera dell‘Isvap non cambia, tuttavia, i piani di Palladio e Sator. Al momento non sembra che le due finanziarie abbiano intenzione di acquistare altre azioni di Fondiaria-Sai. La fonte sottolinea infatti che con il comunicato del 22 febbraio le due finanziarie hanno delineato la loro strategia di intervento nel gruppo, centrata sulla holding Premafin .

In una nota diffusa ieri in tarda serata, Palladio e Sator hanno comunicato la proroga del termine per l‘offerta formulata su Premafin - alternativa al progetto di integrazione con Unipol - fino al terzo giorno successivo alla data in cui si terrà l‘assemblea Fonsai sull‘aumento di capitale da 1,1 miliardi, prevista per il 19 marzo.

I due investitori - dice la nota - “si sono riservati la facoltà di recedere anticipatamente dall‘offerta laddove, nei prossimi 5 giorni lavorativi, non fossero messi nella condizione di presentare il piano di ristrutturazione del debito alle banche”. Sator e Palladio stanno inoltre ultimando le linee guida del piano industriale di FonSai “che verrà prontamente comunicato”.

Oggi intanto il Corriere della Sera scrive che Palladio avrebbe informato dei progetti su Premafin e Fonsai i partner del fondo Vei Capital che ha ancora 300 milioni da investire anche nelle assicurazioni se in una logica di private equity.

Tra i partner del fondo c‘è anche Generali. Appare però improbabile che la compagnia triestina sia d‘accordo su un investimento del fondo in una società concorrente.

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