15 febbraio 2012 / 15:43 / 6 anni fa

PUNTO 1-Aeroporto Genova, nessuna offerta per quota Autorità Portuale

(aggiunge dettagli, background)

MILANO, 15 febbraio (Reuters) - L‘Autorità Portuale di Genova non ha ricevuto alcuna offerta vincolante per la cessione del 60% del capitale dell‘aeroporto ‘Cristoforo Colombo’ del capoluogo ligure.

E’ quanto ha detto a Reuters il presidente dell‘Autorità, Luigi Merlo.

“Non sono pervenute offerte”, ha spiegato Merlo. “Siamo rimasti sorpresi di aver ricevuto una comunicazione di rinuncia a presentare un‘offerta, che oggi ritroviamo sui giornali, a procedura aperta”, ha aggiunto, riferendosi ad una lettera inviata da F2i, il fondo guidato da Vito Gamberale. “Dobbiamo valutare se prendere iniziative in proposito”.

Ora, ha proseguito Merlo, “dobbiamo verificare se Aeroporti di Roma conferma l‘intenzione di cedere insieme a noi la quota (15%) e stilare un nuovo bando per vendere il 75%”.

Merlo non ha nascosto di essere “sorpreso dall‘esito, visto che c‘era interesse”, ma si dice ottimista riguardo a “tempi non lunghi” per procedere con la vendita insieme ad AdR.

Un quotidiano riporta stralci della lettera invata all‘Autorità Portuale da F2i, in cui si lamenta la scarsa trasparenza del bando e le incognite economiche-finanziarie che gravano sullo scalo ligure, figlie di scelte discutibili.

Gamberale sostiene che i contratti siglati con le compagnie low-cost Ryanair e Darwin (una spesa di 5 milioni per avere 300.000 passeggeri in più l‘anno) e il piano di investimenti concordato con l‘Enac (35 milioni entro il 2015) produrranno nel 2012 una perdita netta di 1,3 milioni.

Di conseguenza, secondo F2i, il prezzo base dell‘asta (30 milioni) per quota dell‘Autorità Portuale non induce a presentare un‘offerta vincolante.

Ora, fermo restando che i conti del ‘Cristoforo Colombo’ non sono modificabili, bisognerà vedere se il bando per la cessione del 75% sarà giudicato più ‘fair’ da F2i e dagli altri soggetti interessati.

Nel frattempo, però, sono stati sprecati anni: l‘iter per la cessione della quota dell‘Autorità Portuale (affiancata come advisor da Kpmg), infatti, risale addirittura al giugno 2009, quando venne avviato il processo di valorizzazione ed è proseguito con l‘approvazione dei documenti di gara (febbraio 2011) e pubblicazione del bando (giugno scorso). Un iter lungo e tortuoso, passato attraverso una sospensione della procedura (con un decreto datato 15 dicembre scorso) perché AdR inviò una nota con l‘intenzione di cedere il 15%.

Secondo diverse fonti vicine al dossier, nella due-diligence erano stati ammessi, oltre a F2i, la francese Vinci, la turca Limak Yatirim (che gestisce lo scalo di Istanbul), un fondo texano e Corporacion America dell‘argentino Eduardo Eurnekian. Quest‘ultimo è stato l‘azionista di riferimento di Volare e ha intrecciato i destini con Giuseppe Bonomi. Durante la prima esperienza di Bonomi alla presidenza di Sea, nel 1997, la società che gestisce gli scali milanesi aveva stilato un accordo per rilevare il 20% di AA2000, una holding che gestisce diversi scali in Argentina, di cui Eurnekian è l‘azionista principale. Curiosamente, nel 2004 Bonomi ha vestito i panni dell‘avvocato di Eurnekian nell‘indagine, condotta dalla procura di Busto Arsizio (Varese), per il fallimento di Volare.

(Massimo Gaia)

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