30 gennaio 2012 / 15:48 / tra 6 anni

Avio, stima ricavi e margini 2011 in crescita, no fretta per Ipo

MILANO, 30 gennaio (Reuters) - Avio, il gruppo aerospaziale partecipato da Finmeccanica, stima per il 2011 ricavi e margini in crescita, e inquadra il progetto di quotazione in borsa, pur ancora valido, in un orizzonte di medio termine.

E’ quanto spiegato dall‘amministratore delegato della società, Francesco Caio, durante un incontro con i giornalisti.

“Il gruppo ha registrato ricavi superiori ai 2 miliardi di euro nel 2011 (+14,5% rispetto al 2010) e un Ebitda adjusted di oltre 380 milioni di euro”, si legge in una nota diffusa durante l‘incontro. Nel 2010 l‘Ebitda adjusted era stato di 339,1 milioni.

L‘indebitamento finanziario netto, sempre secondo il comunicato, è sceso del 4%, a 1,4 miliardi di euro, rispetto al 2010, portando il livello di debito a 3,7 volte l‘Ebitda nel 2011. Gli investimenti sono cresciuti del 26% su anno, a oltre 170 milioni. Il portafoglio ordini è di oltre 6 miliardi di euro.

Il progetto di quotarsi in borsa rimane il “piano base” per il gruppo aerospaziale, ma, considerato l‘andamento dei mercati e i buoni risultati della società, Avio non ha fretta.

Ai giornalisti che gli chiedevano della possibile quotazione, Caio ha risposto che “lo scenario non è cambiato così tanto dagli ultimi comunicati”.

A inizio ottobre, la società aveva fatto sapere di aver temporaneamente sospeso la procedure di filing con Borsa Italiana e Consob in vista dell‘Ipo, a causa della volatilità dei mercati finanziari.

“Quello (di quotarsi) rimane il piano base, ma sarà percorribile solo quando i mercati ce lo permetteranno”, ha ribadito l‘AD, sottolineando che la società “è in una situazione finanziaria che fa sì che non abbiamo fretta”.

A chi gli chiedeva se fosse presto per dire che la quotazione andrà in porto quest‘anno, Caio ha risposto “molto presto”.

L‘AD ha poi sottolineato che Avio è un‘azienda strategica per l‘Italia, ma che questa è una questione slegata dalla nazionalità degli azionisti, ricordando che gli ultimi soci di riferimento (prima Carlyle e ora Cinven) sono operatori di private equity internazionali.

“Che per essere strategica per l‘Italia sia necessario avere azionisti tutti italiani... non è stato dimostrato”, ha commentato.

Secondo quanto riferito qualche giorno fa da una fonte, il gruppo francese Safran starebbe valutando un‘offerta per Avio.

In passato, l‘eventualità che un socio industriale straniero entrasse in Avio aveva suscitato preoccupazioni a livello politico.

Secondo indiscrezioni stampa, per contrastare questa evenienza, potrebbe entrare in gioco il Fondo strategico italiano della Cdp.

(Elisa Anzolin)

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