7 dicembre 2011 / 16:58 / tra 6 anni

Parmalat, indagati rappresentanti fondi, inviti a comparire per altri

MILANO, 7 dicembre (Reuters) - La procura di Milano, nell‘ambito dell‘inchiesta sull‘andamento del titolo Parmalat prima della scalata di Lactalis al gruppo di Collecchio, ha iscritto sul registro degli indagati con l‘ipotesi di reato di aggiotaggio quattro rappresentanti dei tre fondi che cedettero le loro quote ai francesi.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che ieri sono inoltre stati notificati inviti a comparire alle persone indagate dal maggio scorso nell‘inchiesta: Carlo Salvatori, presidente di Lazard Italia, e Massimo Rossi, candidato AD ad interim dei tre fondi esteri per il cda di Parmalat, verranno sentiti il 12 dicembre; Fabio Cané, responsabile progetti speciali e private equity della divisione Corporate ed Investment Banking di Intesa Sanpaolo, e la moglie Patrizia Micucci, capo dell‘Investment Banking in Italia di Societe Generale, advisor di Lactalis rivale della teorica cordata italiana di cui si era fatta promotrice Intesa, sono invece stati convocati due giorni dopo.

Non è stato possibile al momento contattare i legali dei rappresentanti dei fondi per un commento. Le società degli altri indagati, al momento dell‘avvio dell‘indagine, avevano respinto ogni addebito. In particolare Intesa con una nota nel maggio scorso aveva scritto di non aver mai avuto evidenze in base a cui ritenere l‘operato di Cané lesivo degli interessi della banca.

L‘accelerazione dell‘inchiesta è conseguente alla consegna nei giorni scorsi da parte del Nucleo Valutario della Guardia di Finanza di Milano al pm Eugenio Fusco di un corposo rapporto che ha analizzato minuziosamente tutti i passaggi e le circostanze che hanno portato alla scalata da parte dei francesi e tutte le comunicazioni fornite al mercato e alla stampa da ognuno dei soggetti coinvolti.

“A parte e indipendentemente dai rilevi penali - dice una delle fonti - quel che emerge dal rapporto è un quadro abbastanza grigio di un mondo in cui appare esserci davvero poca concorrenza, vera competizione, e un bel po’ di conflitti di interesse”. Non sono disponibili i dettagli del rapporto.

Val la pena ricordare a questo punto che l‘inchiesta -- che a vario titolo, nei confronti di persone fische e giuridiche ipotizza i reati di aggiotaggio e insider trading -- sostiene in sostanza che si siano date informazioni fuorvianti al mercato sulle circostanze della scalata, e che, in alcuni casi ci sia stato un abuso di informazioni privilegiate.

I nuovi iscritti sul registro degli indagati sono David Tiley, vice presidente dell‘Investment Management del fondo Mackenzie Financial Corp; Torkell T. Eide, portfolio manager di Skagen Global; Karl Peter Thelin, membro del cda di Zenit Asset Management, e Bo Karl Bortemark, manager del fondo Zenit.

I tre fondi, in sostanza, qualche settimana prima di cedere il loro pacchetto a Lactalis, avevano comunicato di avere un progetto a lungo termine su Parmalat, smentendo trattative per una cessione.

Per quel che riguarda i “vecchi” indagati, dicono le fonti, alla Micucci, in un primo tempo indagata per aggiotaggio, la procura ascrive una ipotesi di insider trading per aver comunicato al marito “e a una persona sora il marito”, aggiunge una fonte, l‘imminenza del lancio dell‘Opa da parte dei francesi. A Cané, già indagato per insider trading, dice una fonte, gli inquirenti contestano di aver comunicato alla moglie il prezzo dell‘eventuale offerta concorrente italiana concordato da Intesa con i Ferrero.

A Salvatori e Rossi, nell‘invito a comparire si precisa l‘ipotesi di reato di diffusione di notizie false atte ad alterare il titolo Parmalat, con particolare riferimento a un comunicato del 26 gennaio 2011 e a una intervista.

Le ipotesi che dovranno confrontarsi con l‘interrogatorio degli indagati, come detto, hanno ottenuto, secondo gli investigatori, una base più circostanziata dalla relazione della Gdf, che si compone di oltre 200 pagine. Una relazione che organizza e raggruppa grazie al materiale raccolto nelle perquisizioni del maggio scorso, oltre ai comunicati e lo scadenziario degli annunci, una fitta rete di incontri e contatti fra i diversi soggetti dell‘affaire, già fra dicembre 2010 e gennaio 2011. Incontri, fra i quali uno cui, secondo la documentazione della Gdf partecipò anche l‘allora AD di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, che semplicemente servono agli inquirenti per testimoniare l‘esistenza di trattative in quel primo periodo.

Nell‘inchiesta, oltre alle ora otto persone fisiche, sono indagate da tempo Intesa Sanpaolo, le sedi italiane di Societe Generale e Lazard in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in relazione all‘ipotesi di condotte illecite di propri dirigenti.

(Emilio Parodi)

(Redazione General News Milano, Reutersitaly@thomsonreuters.com, +390266129720, fax +3902 867846) -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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