20 ottobre 2011 / 16:03 / 6 anni fa

Parmalat, procura in Cassazione contro assoluzione Citigroup

MILANO, 20 ottobre (Reuters) - I pm di Milano hanno presentato ricorso in Cassazione contro l‘assoluzione di Citigroup avvenuta la scorsa primavera nell‘ambito del processo per aggiotaggio sul crack Parmalat .

Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie.

Lo scorso 18 aprile i giudici di Milano hanno assolto tutte e quattro le banche straniere -- oltre a Citigroup, Deutsche Bank (DBKGn.DE), Bank of America e Morgan Stanley -- e tutti i funzionari degli istituti di credito imputati nel procedimento sul fallimento di Parmalat.

Le banche, imputate per aggiotaggio in base alle legge 231 sulla responsabilità aziendale, sono state assolte perché il fatto non sussiste. Tutti i funzionari degli istituti di credito -- Paolo Basso e Carlo Pagliani, funzionari di Morgan Stanley; Tommaso Zibordi e Marco Pracca, funzionari di Deutsche; Paolo Botta di Citigroup -- sono stati assolti in parte perché il fatto non sissiste e in parte perché il fatto non costituisce reato.

Secondo le fonti, i pm milanesi Eugenio Fusco, Carlo Nocerino e Francesco Greco hanno impugnato la sentenza direttamente in Cassazione, saltando l‘appello, considerandola sbagliata in diritto, ma solo in relazione alla posizione di Citigroup.

Nelle motivazioni della sentenza, il Tribunale ad aprile aveva detto di avere assolto il funzionario di Citigroup dall‘accusa di aggiotaggio informativo perché non era stato provato il suo coinvolgimento, anche se era provato che i finanziamenti della banca americana a Parmalat erano stati effettivamente mascherati.

I pm chiedono alla Cassazione di affermare il principio della responsabilità delle aziende anche se non è identificabile l‘autore del reato, come nel caso del funzionario di Citigroup. I pm non hanno presentato ricorso per le altre banche assolte perché il Tribunale aveva stabilito che il colosso di Collecchio avrebbe comunque commesso il reato di aggiotaggio informativo, indipendentemente dal contributo di quelle banche. Citi invece avrebbe fornito un contributo determinante.

(Redazione General News Milano, Reutersitaly@thomsonreuters.com, +390266129720, fax +3902 867846) -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

La Procura di Milano ha presentato ricorso in Cassazione contro l‘assoluzione di Citibank pronunciata al termine di uno dei processi ‘milanesi’ sul crac di Parmalat. L‘istituto di credito americano era stato assolto il 18 aprile di quest‘anno dal Tribunale di Milano dall‘accusa di avere violato la legge 231 del 2001 sulla responsabilita’ delle aziende per i reati commessi dai dipendenti, insieme a Morgan Stanley, Deutsche Bank e Bank of America. Ora, i pm Eugenio Fusco, Carlo Nocerino e Francesco Greco hanno impugnato la sentenza direttamente in Cassazione, senza passare dall‘appello, ritenendola sbagliata in diritto, ma solo in relazione alla posizione di Citibank. Nelle motivazioni della sentenza, il Tribunale aveva spiegato di avere assolto Paolo Botta, funzionario di CitiBank, dall‘accusa di aggiotaggio informativo relativamente all‘operazione ‘buco nero’ del 2003 perche’ non era stato provato il suo coinvolgimento, anche se era dimostrato che i finanziamenti di Citi a Parmalat erano stati effettivamente mascherati. La Procura chiede alla Cassazione di affermare il principio della responsabilita’ delle aziende anche se non e’ identificabile l‘autore del reato, come nel caso di Botta. Non e’ stato invece presentato ricorso per le altre banche assolte perche’ il Tribunale aveva sancito che Parmalat avrebbe comunque commesso il reato di aggiotaggio informativo, a prescindere dal contributo di Bofa, Deutsche Bank e Morgan Stanley. Diverso il caso di Citi che avrebbe invece fornito un contributo determinante.

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