4 ottobre 2011 / 17:19 / 6 anni fa

SINTESI-Pop Milano,Amici Bpm punta su Bonomi,per Cds liste separate

(riscrive raggruppando pezzi e aggiunge nota Fisac/Cgil)

MILANO, 4 ottobre (Reuters) - L‘associazione ‘Amici della Bpm’ conferma di aver contattato Andrea Bonomi per l‘ingresso nel capitale di Pop Milano nella convinzione che rappresenti un soggetto utile per il rilancio della banca.

Ma tre sigle sindacali prendono le distanze e hanno confermato che non appoggeranno l‘eventuale lista presentata dagli ‘Amici’ in accordo con investitori finanziari per l‘elezione del nuovo consiglio di sorveglianza.

“Nell‘incontro con Bonomi abbiamo colto qualcosa di nuovo, non è un candidato che viene calato dall‘alto. L‘abbiamo cercato noi anche per riprendere la ‘milanesità’ di questa banca”, ha detto oggi il presidente dell‘associazione dei soci-dipendenti di Pop Milano, Alessandro Dall‘Asta.

Ieri il fondo di private equity Investindustrial aveva annunciato di avere raccolto sul mercato, direttamente e indirettamente, azioni dell‘istituto milanese pari al 2,7% circa del capitale.

Per Dall‘Asta, le attività tipiche di InvestIndustrial “non sono invasive ma di accompagnamento e rilancio delle aziende in cui investe che possono con piccoli ritocchi ritornare a livelli di eccellenza”.

Secondo indiscrezioni stampa Bonomi avrebbe intenzione di salire al 9,9% di Piazza Meda, soglia oltre la quale occorre l‘autorizzazione di Banca d‘Italia. Una tale eventualità sarebbe tuttavia legata alla partita sulla governance dell‘istituto e al ruolo nella gestione della banca che verrebbe riservato al finanziere milanese.

“Il suo progetto per ora ci piace, dal mio punto di vista è un candidato molto apprezzato”, ha aggiunto il presidente del l‘Associazione che esprime la maggioranza del consiglio, sostenendo poi di non avere “né cercato né incontrato” Claudio Sposito, numero uno di Clessidra, altro fondo interessato al dossier Bpm.

Di tutt‘altro parere sono invece le segreterie nazionali dei sindacati Fabi e Fiba/Cisl e Fisac/Cgil fortemente critiche sia verso l‘operato degli ‘Amici’ sia relativamente alle competenze manageriali specifiche degli investitori finanziari.

“E’ ormai chiaro che le modalità di gestione illecite perpetrate dall‘Associazione degli Amici della Bipiemme e l‘assenza di specifica competenza manageriale degli investitori finanziari non consentono di fornire alcuna prospettiva di rilancio strategico della Banca Popolare di Milano, la cui condizione di crisi è stata determinata soprattutto da tali logiche”, hanno detto la Fabi e la Fiba in una nota congiunta.

“Il rilancio della Bpm ha necessità di forti e solide competenze oltre che eccellenze manageriali da ricercare sia nella valorizzazione della qualità e competenza interne alla banca che in investitori finanziari in cui deve essere riconoscibile il valore aggiunto di qualità di cui sono portatori”, si legge in una nota della Fisac/Cgil.

SUL TAVOLO PIU’ LISTE PER CDS

La rottura tra i sindacati interni dei bancari e le sigle nazionali porterà dunque alla presentazione di più liste per il consiglio di sorveglianza che verrà eletto dall‘assemblea del 22 ottobre.

“L‘associazione è una cosa, le segreterie nazionali dei sindacati un‘altra. All‘associazione siamo uniti e rivendichiamo il ruolo che ci compete”, ha detto Dall‘Asta in riferimento alla predisposizione di una propria lista di candidati per le nomine del nuovo Cds che dovrà essere depositata entro l‘8 ottobre in visto dell‘assemblea del 22 ottobre.

In linea con quanto detto da Fabi e Fiba/Cisl, Fisac/Cgil annuncia in una nota “che non verrà appoggiata o sostenuta, da parte della nostra organizzazione a tutti i livelli, nessuna lista presentata dall‘associazione degli amici della Bpm se realizzata in accordo e con conseguente spartizione di posti con investitori finanziari esterni”.

“COMPRENSIBILE” RICHIESTA CONSOB SU SOCI AMICI BPM

Relativamente alla richiesta di informazioni da parte della Consob all‘Associazione Amici della Bpm, Dall‘Asta sostiene che “periodicamente viene presentata”, da parte della Commissioni e che si tratta di una procedura “comprensibile visto quello che sta succedendo”.

Secondo una fonte tra le informazioni richieste dalla Consob vi è l‘elenco degli associati e dei sostenitori e una copia di eventuali accordi tra gli stessi per il voto in assemblea o per la composizione delle liste per il consiglio di sorveglianza o in grado di influire sulla gestione interna dell‘istituto.

Nessuna nuova ispezione, invece, da parte di Bankitalia si è premurata di far sapere oggi Popolare Milano.

(Andrea Mandalà)

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