5 febbraio 2009 / 14:07 / tra 9 anni

PUNTO 1-Fondi Italia, 2009 inizia con deflussi per 4,89 miliardi

(riscrive con commenti, altri dettagli)

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - Il sistema fondi inizia il 2009 con il segno negativo, registrando deflussi per 4,89 miliardi di euro dopo aver chiuso l‘anno scorso con un rosso record di oltre 140 miliardi.

Nonostante la decelerazione dei riscatti in alcune categorie, in particolare i monetari, il patrimonio si erode a 404,482 miliardi dai 408,688 della fine del 2008, secondo i dati provvisori diffusi oggi da Assogestioni.

“I deflussi non potevano andare avanti ai ritmi dei mesi scorsi, da settembre e dicembre è successo di tutto sui mercati”, sottolinea a Reuters Davide Pasquali, presidente di Pharus Sicav.

“Quindi non continueranno su quei livelli quest‘anno ma comunque proseguiranno perchè le banche continuano a suggerire di disinvestire dalle gestioni, soprattutto dalle Gpf, per investire nelle loro obbligazioni”, aggiunge.

I riscatti sembrano concentrarsi da Pioneer Investments (-2,860 miliardi), ma “il dato è influenzato per circa la metà da aspetti tecnici legati a prodotti garantiti”, spiegano dall‘asset management del gruppo Unicredit (CRDI.MI).

Secondo Pioneer non si tratta di disinvestimenti dei clienti, “ma di una ricomposizione dei portafogli da fondi a titoli monetari” per abbassarne la rischiosità data l‘elevata volatilità e i ribassi significativi del mercato.

Non si arresta l‘emorragia dai fondi obbligazionari (-2,28 dai -2,88 miliardi di dicembre), la maggior parte (-1,854 miliardi) concentrata sui titoli di stato con scadenze di medio e lungo termine.

“Escono dai governativi di medio-lungo periodo perchè temono che ci sia un aumento dei tassi sulle scadenze lunghe dettato dalle necessità di finanziamento degli stati”, spiega Pasquali.

Fortemente ridimensionati i deflussi sul cash (-262 milioni da -2,13 miliardi), con gli investitori che preferiscono parcheggiare la liquidità in attesa che si chiarisca il quadro macroeconomico.

Saverio Scelzo, presidente e AD di Copernico SIM, punta l‘attenzione su quello che giudica un elemento positivo: si sono ridotti a poco più di un centinaio di milioni di euro le fuoriuscite dai comparti azionari.

Diminuiscono i riscatti sui flessibili (-786 milioni da -1,2 miliardi) e gli hedge (-1,21 da -2,1 miliardi) ma, per Scelzo, la riduzione non ha nessun significato positivo.

“I flessibili non avrebbero mai dovuto vedere liquidazioni se avessero mantenuto le promesse”, ha sottolineato. “Sono la categoria che ha registrato la più alta disaffezione come incidenza percentuale escludendo gli hedge”.

Il recupero rispetto a dicembre viene registrato principalmente dai gruppi esteri che archiviano il mese con una raccolta negativa per appena 165 milioni a fronte dei riscatti per 1,19 miliardi del mese precedente. Bilancio più pesante per i gruppi italiani, che accusano un saldo di -4,72 miliardi da -7,78 miliardi.

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