3 giugno 2009 / 14:09 / 8 anni fa

Hedge, BlueCrest vede oppurtunità in finanziamento commercio

SINGAPORE, 3 giugno (Reuters) - La ritrosia delle banche commerciali a ripristinare il credito ad alcuni settori dell‘economia sta creando grandi opportunità per gli hedge fund che non disdegnano il rischio.

In particolare, il finanziamento dei flussi commerciali appare un business interessante, spiega James Parsons, portfolio manager di BlueCrest Capital Management.

“L‘ammontare di capitali che le banche occidentali devono accantonare a fronte delle esposizioni sui flussi commerciali è aumentato decisamente a causa delle regole di Basilea 2 e, in aggiunta, gli istituti hanno penuria di liquidità a causa della crisi” commenta.

Nella normativa per le banche è implicito “un vantaggio strutturale per gli istituti di credito nel lasciare il finanziamento dei flussi commerciali ai fondi”, spiega il gestore.

Il rendimento sul capitale investito per una normale transazione finanziaria su flussi commerciali da parte di BlueCrest Mercantile è intorno al 20% all‘anno nel mercato attuale, a seconda dei rischi collegati, dice.

BlueCrest Mercantile, una divisione di BlueCrest Capital Management, offre alle banche la possibilità di trasferire gran parte della loro esposizione su nuovi deal dei clienti, partecipando a parte dei profitti derivanti dalla produzione e dai movimenti mondiali delle materie prime.

Il fondo acquisisce 75% del rischio derivante dal finanziamento di uno scambio commerciale da una banca, partecipando a un‘uguale fetta dei profitti. Il ruolo del fondo nel deal è invisibile al consumatore.

Bluecrest Mercantile copre i rischi sulle sue posizioni lunge e le gestisce su base dinamica, spiega Parsons.

Il commercio internazionale ha ripreso negli ultimi mesi, come emerge dall‘indice dei noli Baltic Dry Index .BADI, che da un minimo di 663 a dicembre è arrivato a superare quota 4.000. Ma Parson ritiene che una ripresa del finanziamento bancario al commercio non sarà così rilevante.

“Mentre il finanziamento al commercio non era un problema prima della crisi del credito, potrebbe presto diventare un vincolo ora che la crescita riprende, ma il capitale bancario langue”, dice Parsons.

Nei mesi scorsi il Fondo monetario ha stimato la mancanza di finanziamenti al commercio in 100-300 miliardi di dollari. Uno studio recente dell‘Fmi ha detto che i vincoli al finanziamento dei flussi commerciali stanno condizionando il 6-10% dei commerci tra i paesi in via di sviluppo.

Gli spread sui finanziamenti per il commercio sono aumentati bruscamente negli ultimi due anni, riflettendo maggiori rischi e offrendo rendimenti più consistenti ai finanziatori.

I differenziali su contratti indonesiani ‘nelle condizioni ottimali di rischio’ sono saliti dallo 0,6% sopra il Libor nell‘aprile 2007 al 3,75% lo scorso aprile, mentre quelli per la Russia sono balzati da 0,4% a 2,625%.

Altri fondi che finanziano il commercio sono Crecera e LH Asian Trade Finance Fund, ma, diversamente da BlueCrest, questi forniscono credito direttamente alle società, di solito ai produttori di materie prime.

Da ultimo Parsons nota che, mentre i rischi sono aumentati per tutti i prodotti finanziari e commerciali dall‘inizio della crisi, il finanziamento al commercio è ancora considerato sicuro dal momento che le transazioni sono spesso garantite dai beni che vengono spediti.

Per Parsons, anche se il credit crunch diminuirà, le banche continueranno a trovare semplice e più conveniente vendere il loro rischio, piuttosto che emettere nuovo equity per coprirlo.

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