30 giugno 2008 / 13:04 / 9 anni fa

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper giugno 2008

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 30 giugno (Reuters) - La liquidità supera mediamente l‘11% nei portafogli a giugno, un mese in cui l‘attenzione degli investitori si è focalizzata sui problemi dell‘economia reale - riportando alla ribalta il tema dell‘inflazione - con un aumento della volatilità sui mercati.

Più della metà dei primari gestori che hanno partecipato questo mese al sondaggio Reuters-Lipper sovrappesa la liquidità ed è underweight sul reddito fisso.

Tenendo conto che il campione non è omogeneo con quello di maggio - i partecipanti salgono questo mese a nove da otto - il peso dell‘azionario in portafoglio scende in media al 46% circa dal 47,7%, quello dei bond aumenta al 41,6% dal 40,3% e il cash balza all‘11,5% dal 9,8%.

Le statistiche di mediana, va però notato, ridimensionano le variazioni: le borse restano ferme al 50% nei portafogli, l‘obbligazionario scende al 40% dal 41% e la liquidità aumenta al 10% dal 9,5%.

“Siamo un po’ più liquidi del benchmark quindi leggermente sottopesati sulla parte azionaria e obbligazionaria”, ha detto Marco Bonifacio di Zenit sgr. “Siamo ormai storicamente corti di duration, anche se nelle ultime settimane abbiamo ridotto il sottopeso”.

L‘allocazione generalmente difensiva dei partecipanti non ha subito variazioni di rilievo di fronte al diffondersi di timori per la crescita economica e gli utili societari, da una parte, e di inflazione e tassi di interesse più alti dall‘altro. Questo mese l‘indice MSCI World .MIWDOOOOOPUS è tornato a correggere - le perdite da inizio anno superano l‘11% - complici anche gli strascichi della crisi del credito che restare sullo sfondo.

“Per il momento non ci sono molti incentivi a comprare l‘equity perchè resta troppa incertezza legata allo scenario macro e alla situazione finanziaria”, sottolinea Bonifacio, ricordando che Zenit non ha mutato la propria allocazione rispetto a maggio. Diversamente, Pioneer Investments è intervenuto ad alleggerire l‘esposizione a quei paesi emergenti in cui l‘inflazione rischia di superare livelli di guardia.

“Se l‘inflazione si deve manifestare lo farà soprattutto in quei paesi asiatici importatori netti di materie prime”, sottolineano dalla controllata di Unicredit (CRDI.MI).

A livello di investimenti settoriali, molti concordano nel sovrappesare i farmaceutici (il 66,67% del campione). Cinque gestori su nove sottopesano bancari e utility.

Diversamente, Pioneer è tra quelli che scommette sui bancari, ma solo dell‘Europa continentale. Nei portafogli di Zenit, invece, questo mese è arrivato qualche energetico in più.

“Abbiamo comprato un po’ di energetici, un settore su cui siamo sottopesati per motivi strutturali perchè il nostro mercato di riferimento è quello italiano”, ha detto Bonifacio.

Wall Street tenta i gestori ma solo tre sovrappesano l‘azionario americano; due sono a benchmark mentre altri quattro sono “underweight”. Più della metà preferisce, per il momento, l‘overweight sulla zona euro.

“Laddove è stato possibile abbiamo provato a mettere nel mirino un po’ di America ma senza fare ingressi particolari”, ha detto Bonifacio. “Se si stabilizzasse la situazione, saremmo pronti a ragionare innanzitutto su un‘esposizione agli Stati Uniti”.

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