26 giugno 2008 / 07:23 / 9 anni fa

Unicredit: in piano meno MIB, Europa Est guida crescita

VIENNA (Reuters) - UniCredit vede per i prossimi tre anni un minor peso delle attività di ‘investment banking’, raggruppate nella divisione MIB, e una marcia a due velocità tra Europa dell‘Est, con una crescita dei ricavi a doppia cifra, e quella Continentale.

<p>Un passante davanti a una agenzia di Unicredit a Roma. REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>

Sono questi i punti chiave del piano 2008-2010 presentato oggi dal gruppo bancario che vede una crescita annua dell‘Eps del 10-12% e il taglio di 9.000 posti di lavoro in Italia, Germania e Austria a fronte di 11.500 nuovi occupati nei paesi dell‘Europa del Centro-Est.

“Non siamo più focalizzati sulle acquisizioni, è giunto il momento di estrarre valore”, ha dichiarato aprendo la presentazione del piano agli analisti il presidente Dieter Rampl.

“Penso che la principale opportunità per un player come noi sia quella di prendere quote di mercato agli altri”, ha aggiunto l‘AD Alessandro Profumo.

Il titolo in mattinata cede circa il 3% in un comparto bancario comunque debole con lo stoxx di settore, che cede quasi il 2%. Un trader infatti dice che il piano è in linea con le aspettative, ma il mercato oggi punisce i finanziari.

A questo proposito Profumo ha parlato di “reazione emotiva”. “Bisogna aspettare una reazione complessiva, se il piano è sotto il consensus bisogna capire se il consensus è in linea con la realtà del mercato”, ha detto.

In un commento diffuso subito dopo l‘annuncio di Unicredit JP Morgan afferma che il piano “rassicura sull‘aspetto patrimoniale ma è deludente” per ciò che riguarda gli utili.

EST EUROPA GUADAGNA FILIALI E CAPITALE ALLOCATO

Nell‘Est Europa è prevista l‘apertura di 1.300 nuove filiali con investimenti per 500 milioni di euro e una creazione di valore attesa nel lungo termine intorno ai 4,6 miliardi. Il 37% delle nuove filiali sarà aperto nel 2008.

In generale il mix del capitale allocato prevede al 2010 quasi un raddoppio del peso dell‘Est Europa dal 18,5% al 30,4% e un calo della divisione MIB al 12% dal 16,6%.

Il peso delle attività ‘commercial banking’ salirà quindi complessivamente al 78% dal 68%.

Per ciò che riguarda le singole divisioni, Profumo ha spiegato che non c’è alcun deterioramento nella divisione corporate e nel credito al consumo, mentre la situazione sul fronte mutui si è stabilizzata e l‘Italia non corre il rischio di una bolla immobiliare.

EPS 2008 CONFERMATO A 0,52-0,56 EURO, CORE TIER 1 SOPRA 6,2%

Per il 2008 il piano conferma il target di un Eps tra 0,52 e 0,56 euro e un Core Tier 1 superiore al 6,2% che a fine piano è previsto al 7,1%.

Nessun aumento di capitale in vista per raggiungere questi target, ha specificato Profumo sottolineando come il gruppo è in grado di generare organicamente il capitale necessario.

Nel triennio i ricavi cresceranno del 6,7% annuo “a un tasso significativamente più alto rispetto ai costi operativi (3,4%)”, dice una nota. Nel dettaglio la crescita attesa dei ricavi per Italia, Germania e Austria è del 3%, quella dei paesi dell‘Est Europa è del 19,3%.

E’ atteso un miglioramento dell‘efficienza con un cost/income dal 56% al 51% nel 2010. La banca punta a raggiungere nel 2010 un Eva (valore economico aggiunto) in crescita del 60% a 4,8 miliardi da 2,9 miliardi nel 2007.

Il portafoglio Abs scenderà a 5,7 miliardi entro il 2010 e quest‘anno a oggi ha già registrato una riduzione di 2,1 miliardi circa. Non sono state effettuate ulteriori svalutazioni del portafoglio Abs della banca nel secondo trimestre del 2008.

ASSET MANAGEMENT STRATEGICO, SU MEDIOBANCA VEDREMO IN FUTURO

UniCredit intende cedere gli asset che ritiene non strategici ma lo farà “al momento giusto”. “Trattandosi di società quotate lo diremo solo dopo aver fatto l‘operazione”, ha spiegato Profumo rispondendo a chi gli chiedeva in particolare informazioni sul destino della quota in Atlantia.

Su Mediobanca, di cui Piazza Cordusio è prima azionista, “vedremo in futuro”, ha aggiunto il manager. “Come già detto più volte, oggi non sappiamo se usciremo o meno”.

Profumo ha poi sottolineato la strategicità dell‘asset management. “Fa parte del core business, è strategico, dà un contributo rilevante. Se ci fossero opportunità di accrescere il suo valore mediante partnership, potrebbero essere considerate, ma oggi non mi sembra il momento giusto”, ha spiegato in riferimento ai ricorrenti rumors di cessione della controllata Pioneer sgr.

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