19 dicembre 2007 / 17:50 / tra 10 anni

PUNTO 1 - Infrastrutture, primo closing fondo F2i a 1,550 mld

(aggiunge dichiarazioni manager Lehman, background)

MILANO, 19 dicembre (Reuters) - Fondi Italiani per le Infrastrutture Sgr ha raggiunto il primo closing del fondo F2i a quota 1,550 miliardi di euro.

Nel cda di oggi, si legge in un comunicato, l‘amministratore delegato Vito Gamberale ha illustrato l‘iter che ha portato a raccogliere, dopo quattro mesi dall‘autorizzazione del fondo, 500 milioni sul mercato (1,05 miliardi garantiti dai soci).

Il first closing è stato riservato per il momento principalmente al mercato italiano, mentre è prevista per l‘anno prossimo una chiusura finale, dedicata ai mercati internazionali, con target di 2 miliardi di euro.

I soci di F2i sono UniCredit (CRDI.MI), Intesa Sanpaolo (ISP.MI), la Cassa Depositi e Prestiti, Lehman Brothers LEH.N e Merrill Lynch MER.N. Con quote minori figurano sette fondazioni bancarie (Cariplo, Mps, Crt, Bologna, Cuneo, Forlì e Padova) e due casse di previdenza (Inarcassa e la cassa dei geometri).

Accanto ai soci della Sgr hanno sottoscritto quote di F2i circa trenta investitori, fra cui cinque come core investor, attribuito a chi ha investito almeno 60 milioni di euro.

Tra gli investitori vi sono la Fondazione Banco di Sardegna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la Fondazione Cassa di Risparmio di Parma.

Casse di previdenza e fondi pensione hanno sottoscritto oltre il 6% della raccolta e il settore assicurativo circa il 5%. Infine, hanno aderito per oltre l‘8% istituti di credito, fra cui i core investor Banca Popolare di Milano PMII.MI e Calyon (CAGR.PA).

PER FINAL CLOSING SI PUNTA SU FONDI PENSIONE AMERICANI

“Come azionisti siamo soddisfatti, è stato fatto un ottimo lavoro in breve tempo”, commenta Claudio D‘Eletto, executive director responsabile del settore infrastrutture e trasporti di Lehman Brothers.

Contattato da Reuters, D‘Eletto spiega che, “in queste condizioni di mercato, aver raccolto 500 milioni da settembre a oggi è un grande successo”.

Il target del final closing, aggiunge il manager di Lehman, è posto a 2-2,5 miliardi di euro. Per raggiungerlo, entro 18 mesi, possibilmente già nel 2008, “F2i punterà soprattutto su investitori internazionali, ad esempio fondi pensione canadesi e Usa, e investitori arabi”.

E, dato che questi investitori istituzionali “difficilmente investono nei primi fondi”, attirarli sarà più facile se, nel frattempo, il fondo guidato da Gamberale e presieduto da Salvatore Rebecchini si presenterà con operazioni di successo già effettuate.

In questo senso, sul tavolo di F2i ci sono alcuni dossier, in cima ai quali figurano le torri di trasmissione Wind-3 Italia, che vedono il fondo in cordata con Dmt DMT.MI, Babcock & Brown BNB.AX, i fondi Rreef di Deutsche Bank (DTEGn.DE) e UniCredit. La chiusura dell‘asta è attesa per febbraio.

Inoltre, secondo quanto riferito a Reuters da tre fonti finanziarie, F2i sta valutando alcuni dossier nel campo dell‘energia, guardando soprattutto alle rinnovabili.

Va ricordato, infine, che F2i, per bocca del senior partner Galliano Di Marco, ha manifestato interesse per le partecipazioni della Provincia di Milano nelle infrastrutture. E, giusto ieri, la giunta di Palazzo Isimbardi ha varato la proposta per l‘aumento del 30% del capitale della holding Asam, che custodisce le partecipazioni in Serravalle e Sea, proprio per fare spazio a investitori istituzionali.

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