8 maggio 2008 / 12:22 / 10 anni fa

PORTAFOGLI - Pictet sottopesa equity, investe in Btp, high yield

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 8 maggio (Reuters) - Alla larga dalle borse, ancora ostaggio delle incertezze macroeconomiche, ma è l‘ora di aumentare la durata finanziaria del reddito fisso anche attraverso i Btp, che offrono un premio generoso rispetto al Bund tedesco.

Il portafoglio di Pictet sottopesa azioni e obbligazioni investendo il 30% circa in strategie flessibili con fondi a ritorno assol-uto. E da marzo, con le iniziative della Fed a sostegno della liquidità e il “salvataggio” di Bear Stearns, c’è spazio anche per i corporate “high yield”.

Lo ha detto Andrea Delitala, head of investment advisory di Pictet Funds, la divisione fondi di investimento del gruppo Pictet che oggi ha in gestione in Italia circa 5 miliardi di euro.

“Il portafoglio così concepito” spiega a Reuters“ mantiene natura difensiva ma lascia spazio per cogliere le opportunità che si presenteranno durante l‘anno, la prima delle quali è nel settore degli high yield”.

Alle emissioni ad alto rendimento, “dove vediamo il migliore risk/reward purchè ben diversificato o su scadenze brevi”, è riservato almeno il 5% del portafoglio, un investimento da cui Pictet si aspetta ritorni a due cifre per la fine dell‘anno e che ad oggi ha reso l‘8%.

Nell‘universo corporate bond restano interessanti anche le emissioni con rating medio-alto indicizzate all‘Euribor a tre e sei mesi ma la novità di maggio è la decisione di portare più vicino al benchmark la durata finanziaria del portafoglio attraverso governativi periferici come il Btp o un paniere di titoli governativi dell‘area Euro (Indice EuroMTS Global).

“Il Bund tedesco è di 35 punti base sotto il suo ‘fair value’, in base ai nostri modelli; il Btp risulta invece molto meno sopravvalutato”, spiega lo strategist.

In ridimensionamento, viceversa, l‘esposizione ai bond indicizzati all‘inflazione, posizione presa a giugno. “Riteniamo ormai limitato il potenziale di sovraperformance rispetto ai corrispettivi titoli a cedola nominale”, ha detto Delitala.

Con un‘orizzonte di medio periodo, invece, Pictet si aspetta soddisfazioni dalle emissioni dei paesi emergenti in valuta locale, soprattutto dei paesi asiatici. La scommessa è sulla rivalutazione delle monete di quest‘area del mondo rispetto all‘euro, nel contesto di un mercato in cui la domanda - alimentata dalle nascenti istituzioni finanziarie - supera l‘offerta dato che gli emittenti locali hanno un basso livello di deficit.

La cautela sulle borse si acuisce sull‘azionario del Vecchio Continente rispetto a Wall Street dove, secondo Pictet, si gioca la possibilità di rimbalzo.

“Di fatto, le aziende europee si trovano di fronte ad un inasprimento dei tassi sul mercato degli spread (quasi un punto percentuale) non compensato come negli Stati Uniti dall‘interventismo della Banca Centrale, in uno scenario finanziario indebolito a livello globale”, sottolinea Delitala.

C’è anche il Giappone in portafoglio “per le valutazioni attraenti”, ma con un peso contenuto perchè le prospettive restano incerte.

Esposizione limitata (“satellite”) anche per l‘azionario dei mercati in via di sviluppo dal momento che le quotazioni appaiono tirate. Per questa ragione Delitala consiglia di abbandonare gli Etf sugli indici paese e affidarsi alla capacità di selezione del gestore, necessaria per ottenere “un investimento ben diversificato tra paesi e sulle large cap, basando la selezione prevalentemente su criteri di tipo microeconomico” dice.

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