5 marzo 2008 / 18:39 / 10 anni fa

PUNTO 1 - Fondi Italia, a febbraio deflussi per 7,5 mld euro

(aggiunge dettagli comunicato Assogestioni, confronto, commento gestore)

MILANO, 5 marzo (Reuters) - Non si arresta, ma si limita a rallentare il passo, l‘emorragia dal sistema dei fondi comuni. A febbraio, infatti, secondo i dati preliminari di Assogestioni, si è registrata una raccolta netta negativa per 7,5 miliardi di euro, rispetto ai -19,16 miliardi del mese preceente.

Se i dati definitivi, che verranno comunicati domani, confermeranno le indicazioni preliminari, nel giro di due mesi il sistema dei fondi ha registrato deflussi per circa 26,6 miliardi di euro. Il patrimonio è scivolato a 528,8 miliardi, rispetto ai 539,32 miliardi di gennaio.

Ancora in rosso gli azionari, che hanno perso 2,46 miliardi (-9,66 miliardi a gennaio), e gli obbligazionari, per 3,57 miliardi (-6 miliardi), mentre si conferma l‘andamento in controtendenza della liquidità: +729,4 milioni (+886,4 milioni a gennaio).

“C’è un‘enorme avversione al rischio”, commenta Marco Brambilla, direttore generale di DekaBank Italia. Brambilla ritiene che, al di là del particolare momento dei mercati, l‘industria del risparmio gestito soffra di un problema strutturale.

“Dopo l‘outflow record di gennaio ci sarebbe dovuto essere un rimbalzo, in corrispondenza della ripresa della Borsa”, sostiene Brambilla. E il fatto che questo rimbalzo non ci sia stato “è la prova del nove” dei problemi strutturali.

Dopo la Mifid, spiega il gestore, “le banche stanno smontando o destrutturando le gestioni patrimoniali in fondi e le Gpf miste, perché non possono più mettere a bilancio le retrocessioni”.

Questo processo di smontaggio delle Gpf, che “avrà un impatto enorme” per tutto il 2008, “sta avvenendo solo nel nostro Paese”, argomenta il direttore di DekaBank. “E’ una vergogna”, perché “l‘asset management è l‘industria che carica meno costi di gestione in relazione agli altri prodotti che le banche vendono e dove stanno migrando gli asset”.

Brambilla punta il dito contro le banche, “che stanno ammazzando” il risparmio gestito, e contro le autorità di vigilanza: “Assogestioni, Abi e Bankitalia sono corresponsabili”.

E quanto alla richiesta, formulata dal Governatore della Banca d‘Italia, Mario Draghi, di separare le sgr dalle banche, il gestore la definisce “un urlo a richiamare i buoi quando sono già scappati. E’ molto tardi, bisognava fare questo passo dieci anni fa”.

Secondo Branbilla, nel risparmio gestito italiano “c’è una barriera all‘ingresso che ha gambizzato la capacità imprenditoriale”, ostacolata “da legislazioni e da lobby bancarie”.

Tornando ai dati di Assogestioni, bene, come il mese scorso, gli hedge, che hanno registrato afflussi per 333,1 milioni (+192,2 milioni a gennaio), mentre i flessibili hanno segnato un rosso di 1,33 miliardi (-2,81 miliardi) e i bilanciati di 1,23 miliardi (-1,76 miliardi).

Il trend positivo della raccolta degli hedge induce Brambilla a “un invito a Bankitalia a riflettere se sia giusto permettere solo ai ricchi di investire in questi strumenti”, fissando a 500.000 euro la soglia di ingresso ai fondi di fondi, quando, invece, “strumenti monetari più rischiosi vengono venduti allo sportello”.

Guardando al domicilio, i fondi italiani hanno perso 4,3 miliardi (-8,75 miliardi a gennaio), i roundtrip hanno registrato deflussi per 2,44 miliardi (-7,68 miliardi) e gli esteri per 784,7 milioni (-2,73 miliardi).

La nota di Assogestioni si conclude con l‘annuncio che quella di oggi è l‘ultima diffusione delle anticipazioni dei dati mensili di raccolta: dal mese prossimo verranno comunicati soltanto quelli definitivi.

Tale decisione, spiega Assogestioni, avviene per effetto delle innovazioni di processo, che riducono le differenze fra i due dati.

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