4 febbraio 2008 / 09:57 / 10 anni fa

PUNTO 3 - Generali respinge critiche fondo Franklin Templeton

(aggiunge lettera Franklin Templeton)

MILANO, 4 febbraio (Reuters) - Nuove critiche sulla corporate governance e sui progetti di acquisizioni cadono su Generali (GASI.MI) da parte di un fondo di investimento, mentre la compagnia torna a difendere le proprie scelte.

Dopo Algebris, è ora il fondo Franklin Mutual Advisers, controllato da Franklin Templeton, a mettere in discussione in una lettera la gestione della prima compagnia assicurativa italiana, che da parte sua respinge le critiche.

Sull‘argomento interviene anche la stessa Algebris che ritiene positiva l‘iniziativa del fondo, possessore di circa lo 0,3% del capitale di Generali.

La missiva di Franklin Tempelton, anticipata dal Financial Times, parla di “mancanze ben documentate nella corporate governance e questioni sulle retribuzioni del management”.

Il fondo ha scritto a Trieste dopo le dichiarazioni di Generali su possibili acquisizioni in Usa e in altri paesi di lingua inglese. Operazioni che secondo Franklin minerebbero gli sforzi della compagnia di “istituire miglioramenti operativi” considerati cruciali per il mantenimento della posizione di mercato.

Quanto alla questione della governance e delle retribuzioni del management, le cui lacune sono “ben documentate”, scrive Franklin, “stimoliamo il management ad essere particolarmente sensibile nel prendere in considerazione gli interessi degli azionisti della società prima di intraprendere nuovi significative iniziative”.

Generali ha risposto con una lettera firmata dall‘AD Giovanni Perissinotto, di cui sono stati resi disponibili alcuni stralci.

Sul tema acquisizioni, in particolare, il Leone sottolinea che esistono aree di crescita in certi settori e aree di nicchia che meritano considerazione. “Dal punto di vista tattico, abbiamo individuato gli Stati Uniti come un‘area di potenziale interesse alla luce degli attuali valori di cambio e delle condizioni di mercato”.

L‘AD Sergio Balbinot la scorsa settimana aveva dichiarato che la compagnia guarda con attenzione al mercato statunitense, adottando tuttavia un approccio selettivo che guarda a segmenti specializzati. Generali resta concentrata nello sviluppo dell‘attività in India e in Cina e nella crescita nell‘Europa Centro Orientale. In ogni caso, ogni potenziale acquisizione non distoglierà Generali dal perseguire gli obiettivi del piano di crescita organica. Quanto alla corporate governance, Generali sottolinea che “non esiste una formula magica” per la soluzione perfetta e che quella attuale funziona, visto che ha permesso di superare i target finanziari.

Il comitato governance, creato in aprile 2007 per valutare l‘operato e la validità della gestione, in dicembre si è espresso per mantenere la governance inalterata e il Cda ha accolto all‘unanimità tale opinione.

PER ANALISTI IMPATTO NUOVE CRITICHE TRASCURABILE

Le critiche del fondo non hanno turbato l‘andamento a Piazza Affari di Generali che ha chiuso in linea con l‘indice S&P/Mib con un rialzo dello 0,42% a 28,5 euro con 5,5 milioni di pezzi scambiati a fronte di una media giornaliera di 9,6 milioni di titoli.

“L‘impatto delle nuove critiche a Generali è trascurabile”, dice un analista.

Riguardo alla performance del titolo rispetto ai concorrenti e all‘indice Stoxx settoriale, l‘analista nota come negli ultimi sei mesi Generali abbia guadagnato lo 0,6% a fronte del meno 28% dell‘indice di comparto europeo .SXIP, del meno 21% di Allianz (ALVG.DE) e del meno 19% di Axa (AXAF.PA).

ALGEBRIS CONDIVIDE RILIEVI DI FRANKLIN TEMPLETON

“Riteniamo molto positivo che investitori istituzionali del calibro di Franklin Templeton Investments abbiano preso così chiaramente posizione nei confronti di Generali”, dichiara in un comunicato Davide Serra, co-fondatore di Algebris Investment.

Secondo Serra con i punti sollevati i due fondi hanno “avuto ampia eco tra investitori istituzionali”.

“Condividiamo in toto i rilievi di Franklin Templeton sui piani di espansione di Generali nei mercati di lingua anglosassone”, aggiunge Serra.

Algebris ritiene che nel 2008 la compagnia triestina potrebbe generare un utile di 3,8 miliardi di euro che salirebbero a 4,2 miliardi nel 2009 e a 4,8 miliardi nel 2010 “focalizzandosi sugli ottimi business che ha e facendo leva su riduzione dei costi e integrazione della piattaforma operativa impiegata nei vari paesi in cui è presente”.

Quanto alle piccole acquisizioni nei paesi emergenti, queste “potrebbero essere utili a creare una sinergia distributiva”.

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