4 dicembre 2009 / 09:41 / 8 anni fa

PORTAFOGLI-Rischio ha ancora upside, dubbi macro a medio-L.Odier

* Ancora upside per risky assets ma maggiore differenziazione

* Ripresa robusta ma possibili incertezze su sem2 2010

MILANO, 4 dicembre (Reuters) - La corsa degli asset rischiosi è destinata a proseguire anche se, dopo un robusto e indiscriminato rally, sembra stia tornando una certa differenziazione. La ripresa economica si preannuncia infatti robusta, ma già nella seconda metà dell‘anno prossimo potrebbero tornare ad addensarsi nubi sull‘orizzonte macroeconomico.

Ne è convinto Christophe Morel, Head of Tactical Management di Lombard Odier, gruppo di origini svizzere che a fine giugno gestiva 88 miliardi di euro.

“C’è una maggiore differenziazione fra i rischi paese, c’è stato un significativo incremento delle transazioni di M&A a novembre e le azioni con il migliore ROE hanno avuto tendenza a sovraperformare nelle ultime settimane”, ha detto a Reuters Morel.

In questo contesto Lombard Odier costruisce, sulla base dei ritorni attesi, una portafoglio bilanciato costituito al 40% da azioni di aree geografiche che si contraddistinguono per valutazioni attraenti (Stati Uniti, area euro, Hong Kong e Singapore); la parte restante è investita in governativi giapponesi, statunitensi ed europei.

“Nel terzo trimestre le aziende statunitensi hanno dato risultati migliori delle stime e l‘economia Usa è tornata a crescere”, ha spiegato Morel. “Le aspettative sono positive per il primo trimestre 2010”.

L‘esposizione alle materie prime viene presa attraverso fondi o Etf quando tale asset class figura nel benchmark del portafoglio bilanciato ed è attualmente in leggero sovrappeso.

CONTESTO A BREVE ANCORA FAVOREVOLE AD ASSET RISCHIOSI

Se è vero che - secondo il gestore - il rapporto fra rischio e rendimento resta attraente, bisogna tuttavia tenere d‘occhio alcuni indicatori di prezzo fra cui gli spread sull‘interbancario, i cds sui governativi e la volatilità dell‘oro. “Fintanto che la volatilità sui mercati azionari aumenta senza un parallelo incremento degli spread sui corporate, qualsiasi aumento della percezione del rischio sulle borse non sarà niente di più di una reazione eccessiva”, ha detto il gestore.

Morel non nasconde il proprio ottimismo sulle prospettive dell‘economia globale e ritiene che l‘entità del recupero è ancora largamente sottostimata dagli investitori.

“Immaginiamo che lo scavalco d‘anno sarà ancora positivo per gli asset rischiosi e i carry trade”, ha detto.

La ripresa - guidata dai profitti - potrebbe tuttavia non durare a lungo ed è possibile che qualche incertezza torni ad offuscare il quadro macroeconomico già l‘anno prossimo.

“Innanzitutto, il rischio della ‘tempesta perfetta’, contemporaneo rialzo di tassi di interesse, rincaro del petrolio e aumento della pressione fiscale, potrebbe minacciare il processo di recupero”, sostiene.

Inoltre, i rischi di deflazione sono ben lontani dall‘essere scomparsi “perchè la grande iniezione di liquidità potrebbe essere stata eccessivamente considerevole rispetto alle prospettive di crescita”, ha spiegato.

((Redazione Milano, +39 02 66129638; RM: mariapia.quaglia.reuters.com@reuters.net; email: mariapia.quaglia@thomsonreuters.com))

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