April 22, 2020 / 3:54 PM / 4 months ago

SCHEDA -Come la Ue può finanziare la ripresa economica dopo la pandemia di coronavirus

BRUXELLES, 22 aprile (Reuters) - L’Unione europea sta studiando delle soluzioni per rilanciare l’economia a seguito di quella che si prospetta come la peggiore recessione del blocco dei 27 Paesi, causata dalla pandemia di coronavirus.

Domani sono in calendario colloqui tra i leader Ue. La questione è altamente controversa poiché c’è in ballo la solidarietà europea in un momento di crisi: la volontà dei paesi membri di condividere i costi e garantire che tutti abbiano le stesse possibilità di ripresa.

Il Fondo monetario internazionale prevede che quest’anno il Pil dei 19 paesi della zona euro si contrarrà del 7,5% anziché aumentare dell’1,2% come previsto a febbraio, prima che la pandemia costringesse la maggior parte dei Paesi Ue al lockdown.

Con una perdita di Pil di questa entità, i politici europei paragonano il compito di far ripartire l’economia al piano Marshall per la ripresa europea messo in atto dagli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale.

CORONABOND O EUROBOND

La Francia ha proposto un “Recovery fund” pari a circa il 3% del prodotto interno lordo della Ue (circa 420 miliardi di euro) finanziato tramite emissione congiunta di debito. Dopo aver raccolto risorse sul mercato, offrirebbe prestiti ai governi in modo tale che tutti i membri Ue possano beneficiare di costi di finanziamento bassi ed equi.

Parigi non ha fornito dettagli tecnici su come il fondo potrebbe essere istituito, quale sarebbe il suo capitale e se la responsabilità degli stati membri sarà solidale.

Alcuni funzionari hanno fatto notare che creare un simile istituto, ottenere un rating e metterne sul mercato le obbligazioni richiederebbero più tempo di quanto la Ue abbia realisticamente a disposizione per iniziare a sostenere una ripresa.

L’ostacolo principale è, tuttavia, di tipo politico. Anche se il finanziamento del fondo avesse una portata limitata e solamente con lo scopo di rilanciare l’economia europea, il debito congiunto resta inaccettabile dal punto di vista legale o politico per Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Austria.

DEBITO CONGIUNTO UTLIZZANDO BILANCIO UE A LUNGO TERMINE

Un’opzione più plausibile, proposta dal commissario europeo al Bilancio Johannes Hahn, è che i piani di ripresa siano finanziati dalla Commissione europea, che ha un rating tripla A, con la garanzia del prossimo bilancio Ue a lungo termine.

La Commissione potrebbe raccogliere circa 100 miliardi di euro all’anno per due-quattro anni dopo l’epidemia.

Ogni anno su questa cifra potrebbe esserci un effetto leva pari a 10 volte, fino a 1.000 miliardi di euro all’anno, adottando lo stesso metodo utilizzato nel piano di investimenti Ue negli ultimi cinque anni — acquistando cioè le tranche più rischiose di un investimento per attirare capitali privati.

Il piano, che dovrebbe fornire dai 2.000 ai 4.000 miliardi di euro per la ripresa nell’arco di 2-4 anni, dipenderebbe dal fatto che i governi Ue forniscano garanzie implicite.

Questo potrebbe essere attuate aumentando temporaneamente il tetto massimo del reddito nazionale lordo (Rnl) Ue fissato per le “risorse proprie” del bilancio europeo al 2% dall’attuale 1,23%. L’Rnl è l’unità di misura preferita dalla Ue per il prodotto economico.

Ciò non significa che i governi si ritroverebbero a pagare di più alla Ue, ma solo che sarebbero pronti a farlo nel caso in cui un prestito della Commissione a un governo non venisse rimborsato in tempo.

I leader Ue discuteranno questa opzione il 23 aprile, anche se è improbabile che prendano immediatamente una decisione in merito.

Ma Francia e Germania, i Paesi più potenti dell’Unione europea, sembrano aperti all’idea. Lunedì la cancelliera tedesca Angela Merkel ha indicato di essere disposta a finanziare la ripresa dalla pandemia attraverso un bilancio Ue più ampio e l’emissione congiunta di debito tramite la Commissione.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato al Financial Times che la Ue “non ha altra scelta” se non quella di istituire un fondo che “potrebbe emettere debito comune con una garanzia comune”. Questo si sposerebbe con la proposta della Commissione in quanto il fondo potrebbe essere uno ‘special purpose vehicle’ istituito dall’esecutivo Ue e la garanzia comune sarebbe il bilancio settennale della Ue.

REDISTRIBUZIONE RISORSE VIA BILANCIO UE A LUNGO TERMINE

Il bilancio , attualmente in fase di negoziazione, sarà probabilmente compreso tra i 180 e i 240 miliardi di euro l’anno. Quasi un terzo è destinato a sostegno dell’agricoltura, che produce appena l’1% del Pil della Ue. Un altro terzo è volto a pareggiare gli standard di vita in tutto il blocco.

Il prossimo bilancio 2021-2027 potrebbe reindirizzare i fondi provenienti da aree meno produttive per focalizzarli sulle politiche industriali, digitali ed ecologiche con lo scopo di modernizzare l’economia della Ue dopo il crollo.

Potrebbe anche concentrare la spesa a inizio periodo per favorire la ripresa nei primi anni del bilancio, lasciando meno risorse per l’ultimo periodo.

DEBITO PERPETUO PER FINANZIARE SUSSIDI

La Spagna ha proposto un “Recovery fund” del valore di 1.500 miliardi di euro finanziato tramite bond perpetui emessi dalla Ue che emetterebbe sussidi e non prestiti, per evitare che alcuni paesi del sud accumulino più debito.

Il denaro verrebbe trasferito nel bilancio 2021-2027, in base alla percentuale della popolazione di un determinato paese colpita dalla pandemia, al calo dell’attività economica o all’aumento della disoccupazione.

L’interesse annuo da pagare sulle obbligazioni perpetue sarebbe coperto da nuove tasse Ue come quelle previste sulle emissioni o da un’imposta per il mercato unico. (Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi, michela.piersimoni@thomsonreuters.com)

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