April 21, 2020 / 11:17 AM / a month ago

Ferrari avvia test su coronavirus per preparare personale alla ripartenza

MILANO, 21 aprile (Reuters) - I lavoratori di Ferrari si stanno registrando in massa, su base volontaria, per ricevere uno screening per il coronavirus con lo scopo di tornare al lavoro il prima possibile, nell’ambito di un piano ambizioso che potrebbe fare da modello per tutte le società industriali desiderose di riavviare la produzione.

Il progetto “Back on Track” prevede che i lavoratori Ferrari, le loro famiglie e i fornitori si sottopongano a test sierologici per verificare che siano negativi e che venga loro fornita una app pronta ad avvisarli nel caso in cui si siano trovati a stretto contatto con altri lavoratori risultati positivi al Covid-19.

In uno scenario in cui i produttori industriali di Europa e Nord America studiano in fretta e furia modalità per far ripartire il business pur volendo tener lontano il virus dai siti produttivi, tutti gli occhi sono puntati sul piano di testing e tracciamento dei casi di Covid-19 di Ferrari.

L’obiettivo è quello di riammettere solamente il personale in salute. Tuttavia, nel caso in cui qualcuno dovesse contrarre il virus, tutti i contatti ravvicinati verrebbero avvisati dalla app per smartphone che richiederà di non recarsi agli stabilimenti fino all’ottenimento di un nuovo via libera.

“Tutti abbiamo capito di non essere indistruttibili”, ha dichiarato Alberto Zanetti, capo del sindacato Uilm della provincia di Modena che si occupa dello stabilimento Ferrari di Maranello. “I lavoratori sono ben contenti di fare i test”.

Ferrari ha dichiarato che 500 dei 4.000 lavoratori dei suoi stabilimenti italiani di Maranello e Modena hanno già effettuato i test e che la società sarà in grado di effettuarne circa 800 al giorno.

“Tale screening porterà a definire un primo quadro dello stato sanitario della popolazione aziendale analizzata. Il servizio verrà poi allargato alla “Comunità Ferrari”, ovvero ai familiari conviventi dei collaboratori, qualora fossero interessati, e al personale dei fornitori presente in azienda”, ha dichiarato il responsabile delle risorse umane di Ferrari Michele Antoniazzi, aggiungendo che quasi tutti coloro a cui è stato proposto il test hanno accettato di sottoporvisi.

Gli esami del sangue mostrano se un dipendente è sano o potrebbe essere infetto. Nel secondo caso, dovrà sottoporsi a tampone per confermare che abbia effettivamente il Covid-19.

Nell’ambito del progetto, Ferrari fornirà anche una copertura assicurativa specifica a coloro che sono ricoverati in ospedale in seguito a un risultato positivo del test e si occuperà di fornire un alloggio temporaneo e assistenza medica per chiunque debba autoisolarsi.

Per il momento gli stabilimenti Ferrari rimangono chiusi insieme ad altre attività in Italia ritenute non essenziali. Ma la casa automobilistica afferma che il suo piano, sviluppato con virologi, permetterà di garantire un ambiente lavorativo sicuro non appena le restrizioni saranno allentate.

ANONIMATO GARANTITO

Zanetti ha affermato che l’obiettivo è proteggere le singole unità produttive dalla diffusione del virus e prevede che oltre il 90% dei dipendenti si sottoporrà al test. “Altre fabbriche in zona ci stanno chiedendo come fare lo stesso”, ha affermato.

Lo scorso anno Ferrari ha prodotto poco più di 10.000 auto sportive di lusso, pertanto il progetto potrebbe non essere adeguato a case automobilistiche più grandi che sfornano milioni di veicoli l’anno.

Il presidente della Ferrari John Elkann è anche presidente del colosso automobilistico Fiat Chrysler e ha affermato che la Ferrari condividerà i risultati del progetto. Exor, la holding della famiglia Agnelli, controlla entrambe le società.

Gaetano Gargiulo, che lavora nel dipartimento di ricerca e sviluppo di Maranello, casa del “Cavallino Rampante”, ha dichiarato di essersi sottoposto a un esame del sangue.

“Io l’ho fatto di prima mattina e per le 4 del pomeriggio ho avuto la risposta sul telefonino”, ha detto Gargiulo, che è rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in Ferrari. “Sono molto contento di averlo fatto, per me e la mia famiglia. So che molti colleghi stanno correndo a farlo”

Gargiulo è anche fiducioso che i suoi colleghi utilizzeranno l’app per smartphone quando verrà lanciata. “Le persone la vedono come una cosa positiva, sono contente di fare il test del sangue e allo stesso modo credo che saranno contente di usare la app”, ha dichiarato.

L’app Ferrari aderisce a un’iniziativa europea chiamata Pan-European Privacy Preserving Proximity Tracing (PEPP-PT), progettata per tracciare le catene di trasmissione di Covid-19 senza violare la privacy individuale.

L’app Ferrari è stata sviluppata dalla startup tecnologica Bending Spoons di Milano, la stessa azienda scelta dal governo italiano per creare una piattaforma di monitoraggio nazionale come parte delle misure volte ad allentare il lockdown nazionale.

Antoniazzi ha affermato che l’app seguirà solo i contatti che gli utenti hanno avuto con altri utilizzando la tecnologia bluetooth e che non registrerà i movimenti. I dati raccolti saranno inoltre gestiti da un’azienda esterna alla Ferrari.

“Sarà garantito l’anonimato e quindi la privacy.”

Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com

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