May 12, 2020 / 3:42 PM / 20 days ago

A2a, mai aperto dossier con Iren, ma direzione da approfondire in futuro - Valotti

MILANO, 12 maggio (Reuters) - A2A non ha mai aperto un dossier per una fusione con Iren, controllata dai comuni di Torino, Genova, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, perché il mandato ricevuto dal Cda era quello di procedere con fusioni di realtà della regione Lombardia e medio piccole.

Tuttavia, l’ipotesi di un’aggregazione per creare una grande utility del Nord è una direzione che andrà approfondita dal nuovo management.

A dirlo è Giovanni Valotti, presidente della super-utility di Milano e Brescia che, dopo sei anni alla guida del gruppo, domani, al termine dell’assemblea sul bilancio 2019, si appresta a lasciare l’incarico sostituito da Marco Patuano, mentre l’AD Valerio Camerano lascerà il posto a Renato Mazzoncini.

“Tutte le utility pensano a un potenziale valore che può essere generato mettendo insieme grandi operator, ma non c’è mai stato un vero e proprio dossier su questo punto con Iren”, ha sottolineato l’AD Camerano.

Il presidente Valotti ha poi evidenziato che “il mandato ricevuto da questo Cda è stato quello di procedere prioritariamente con aggregazioni nella regione Lombardia o con aziende di dimensioni medie o medio-grandi. Per questo non è mai stato aperto un dossier Iren. Personalmente credo che sarà una direzione che andrà approfondita dal nuovo Cda”.

Secondo Valotti, tuttavia, qualora una decisione di questo tipo verrà mai presa, “comporta per gli azionisti pubblici Milano e Brescia una prova di maturità ulteriore perché determinerebbe una forte diluizione nel capitale di A2A da parte dei due comuni che hanno la maggioranza assoluta”.

Infine, Valotti ha reso noto che i vertici uscenti si sono incontrati con quelli entranti per il passaggio di consegne.

“ho avuto l’impressione di persone molto motivate che condividono la linea strategica intrapresa da A2A negli ultimi due anni”, ha detto.

Secondo un primario broker italiano l’eventuale aggregazione fra i due gruppi porterebbe a risparmi sui costi per circa 100 milioni, con una creazione di valore di circa 650 milioni, pari al 10% della capitalizzazione di mercato delle due aziende.

Giancarlo Navach, in redazione a Milano Gianluca Semeraro

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