June 11, 2019 / 4:35 PM / 2 months ago

Bce, Italia sosterrà candidato Francia per avere posto in board - fonte

ROMA, 11 giugno (Reuters) - L’Italia è pronta ad appoggiare un candidato francese per la presidenza della Banca centrale europea per poter mantenere un seggio nell’esecutivo Bce quando, a fine ottobre, scadrà il mandato di Mario Draghi, riferisce una fonte governativa.

Dopo otto anni di mandato, Draghi lascerà la guida dell’istituto di Francoforte e l’Italia rimarrà senza alcun rappresentante all’interno del consiglio.

Secondo regole non scritte, Italia, Francia e Germania hanno diritto ad essere presenti nel board, ma ciascuna può avere un solo posto nell’esecutivo a sei.

Se la presidenza Bce andasse a un francese o a un tedesco si aprirebbe così, automaticamente, una poltrona a disposizione dell’Italia.

Roma, pero’, è contraria alla candidatura del capo della Bundesbank Jens Weidmann, riferisce la fonte, ricordando la posizione critica da sempre espressa dal banchiere tedesco sul programma di acquisti di bond promosso da Draghi.

La mossa di Draghi, tassello nella strategia del famoso “whatever it takes”, si è tradotta nella sottoscrizione di titoli di Stato da parte della banca centrale che ha aiutato i governativi italiani a sopravvivere alla crisi finanziaria globale.

“Sosterremo un candidato francese in modo da ottenere un posto nel consiglio esecutivo” dice la fonte, parlando a condizione di mantenere l’anonimato.

I candidati francesi in corsa più accreditati sono l’attuale governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau e il consigliere Benoit Coeure.

L’ultimo dei sondaggi Reuters indica in Coeure il candidato meglio qualificato per la successione di Draghi, ma scommette su un compromesso politico in base a cui la presidenza Bce verrebbe assegnata al finlandese Erkki Liikanen, ex banchiere centrale.

Dal momento che Helsinki non è attualmente rappresentata nel consiglio esecutivo, la nomina di Liikanen lascerebbe in teoria Roma a bocca asciutta.

Un’intesa tra Italia e Francia sulle nuove nomine Bce sarebbe anche l’occasione di allentare il clima di tensione su diversi dossier recentemente aumentato tra Roma e Parigi.

L’esecutivo gialloverde ha assunto posizioni apertamente critiche nei confronti di Emmanuel Macron e in febbraio Parigi ha fatto rientrare il proprio ambasciatore a Roma dopo l’incontro tra Luigi Di Maio e i vertici dai ‘gilet gialli’.

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