April 1, 2019 / 12:03 PM / 6 months ago

Italia, Ocse vede deficit a 2,5% Pil in 2019, 3% in 2020

ROMA, 1 aprile (Reuters) - Il quadro di finanza pubblica italiano è in netto peggioramento per l’Ocse, che vede il deficit pubblico risalire fino a toccare il limite Ue del 3% del prodotto interno lordo nel 2020, trascinando al rialzo il debito, sotto l’effetto della recessione e delle politiche di spesa del governo.

Nella nuova edizione dell’indagine economica sull’Italia, gli economisti di Parigi prevedono che il disavanzo di bilancio si attesti a fine anno al 2,5% del Pil, ben oltre il target del 2% negoziato dal governo con l’Europa lo scorso dicembre.

Il Pil 2019 mostrerà una contrazione di 0,2 punti percentuali, spiega l’Ocse confermando la stima diffusa a marzo. La fine della terza recessione italiana in dieci anni è rinviata al 2020, che dovrebbe chiudersi con una crescita di 0,5 punti.

Ad incidere in negativo, si legge nel rapporto, è l’incertezza politica e il rialzo dei rendimenti sui titoli di Stato, il cui impatto controbilancia le politiche espansive portate avanti da Lega e M5s.

L’ultima stima di crescita del governo risale al +1% indicato a dicembre ma sarà rivista al ribasso entro il 10 aprile, con la pubblicazione del Documento di economia e finanza (Def).

Il ministero dell’Economia, ha spiegato una fonte governativa a Reuters la scorsa settimana, vede il Pil crescere dello 0,1% nel 2019 e dello 0,6% l’anno successivo a politiche invariate, senza cioè tenere conto degli effetti espansivi legati ai provvedimenti in cantiere.

“L’Italia continua a soffrire di problemi sociali ed economici di vecchia data”, afferma l’Ocse citando basso livello di occupazione, divari regionali di reddito e produttività stagnante.

Il reddito pro capite in particolare è visto nel 2018 su un livello inferiore a quello del 2000, caso unico fra tutti gli Stati che aderiscono all’Organizzazione.

Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dal 10,6% dello scorso anno al 12% del 2019 e al 12,1% del 2020.

“L’assenza di opportunità di lavoro spinge molti giovani ad emigrare, alimentando il già rapido invecchiamento della popolazione e privando il paese di energie, talento e imprenditorialità”.

Assumendo la sterilizzazione di Iva e accise, l’Ocse stima che il deficit salirà al 3% del Pil nel 2020. Il debito pubblico dovrebbe crescere al 133,8% del Pil quest’anno e al 134,8% il prossimo.

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