March 20, 2020 / 10:56 AM / 3 months ago

Bce lancia Pepp da 750 mld, non solo applausi da analisti e trader

MILANO, 20 marzo (Reuters) - Dopo il rally di ieri, il mercato italiano dei titoli di Stato ha aperto anche oggi in forte rialzo sostenuto, come il resto dei governativi della zona euro, dal nuovo programma Pepp della Bce da 750 miliardi di euro per contrastare gli effetti del coronavirus.

Mercoledì il premio di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale aveva sfondato la soglia dei 300 punti base e il tasso del benchmark a 10 anni quella del 3%. Ora, attorno alle ore 11,30, lo spread Btp-Bund quota a 187 punti e il rendimento del decennale a 1,60%.

Il mercato ha evidentemente apprezzato l’intervento di Francoforte, ma dai commenti di analisti e operatori, non arrivano solo applausi, ma anche richieste di effettiva flessibilità negli interventi e di un chiaro coordinamento europeo nelle azioni fiscali dei governi.

Ecco i loro commenti:

MARCO VALLI, UniCredit

“Il messaggio forte non è solo nella quantità degli acquisti, che di qui a fine anno, in media, sommando tutto arriva a flussi mensili medi superiori ai 100 miliardi, che non si vedevano neanche nell’era Draghi. Il messaggio forte che è arrivato e che ha fatto perdonare gli errori di comunicazione precedenti è soprattutto quello di aver aperto alla possibilità di cambiare alcune regole fondamentali che sono alla base del programma e che attualmente ne limitano l’espansione. Penso che questo porterà la Bce a rivedere al rialzo i limiti di concentrazione, mentre l’utilizzo delle capital key dovrebbe rimanere immutato. Questa è la guidance più importante che il mercato si aspettava ed è quella che consente alla Bce di guadagnare tutta la flessibilità necessaria perché di fatto rimuove i limiti agli acquisti”.

FILIPPO MORMANDO, Mps Capital Services

“L’intervento della Bce inizierà a mostrare i suoi effetti una volta che le decisioni assunte diventeranno pienamente operative e il comunicato stampa va nella direzione di ripristinare la piena autorevolezza e credibilità della banca centrale, strumento necessario per l’efficacia della politica monetaria. A differenza del Qe la Bce questa volta mette i governi come soggetti beneficiari diretti delle azioni di politica monetaria. Inoltre si crea il precedente per superare il limite degli acquisti ai titoli pubblici ‘investment grade’. Serve alla Grecia oggi, serve ai tutti i paesi esposti all’eventuale rischio downgrade in prospettiva, limitando l’impatto negativo delle scelte sul rating elemento di volatilità negli anni passati. Nell’annuncio del nuovo programma infine la Bce utilizza un tono imperativo, che in parte permette di superare i tentennamenti percepiti nell’ultimo meeting sulla credibilità dell’azione della banca centrale”.

LUCA CAZZULANI, UniCredit

“Il programma Bce ‘Pandemic Emergency Purchase Program’ prevede che gli acquisti seguano il capital key in modo flessibile. Secondo le nostre stime, gli acquisti di titoli di Stato italiani [da parte della Bce] saranno pari a circa 90-105 miliardi di euro. Questo potrebbe aiutare ad assorbire un importo tra 55 e 70 miliardi di emissioni aggiuntive”.

DIDIER SAINT-GEORGES, Carmignac

“Il programma di acquisti di emergenza pandemica da 750 miliardi di euro annunciato dalla Bce, che copre sia il debito sovrano che quello delle imprese, a tempo indeterminato e aperto, è una gradita e decisa inversione di tendenza rispetto all’annuncio della scorsa settimana. Era necessario. Ma non sarà sufficiente per mettere l’economia europea su una strada sicura, perché si tratta ancora di aggiungere altro debito al sistema, che non aiuterà a stimolare la domanda. A un certo punto, un reale e tangibile ‘coordinamento’ con le politiche fiscali, a livello nazionale ed europeo, dovrà necessariamente essere messo in atto”.

GOLDMAN SACHS

“Siamo scettici che i governi trovino un’intesa congiunta sui “coronabond” dato che alcuni Paesi del Nord tra cui la Germania considererebbero questo passaggio come il primo verso una mutualizzazione del debito. Nel frattempo, il nuovo programma Bce dovrebbe favorire il contenimento dei rischi sovrani nell’Europa del Sud. Il ‘Pepp’ consente all’intera periferia del blocco di essere idonea per gli acquisti di asset. Più che l’ampiezza dell’ammontare del programma, la sua inclusività, la sua flessiblità e il fatto che sia ‘open-ended’ mandano un messaggio forte: l’Europa è unita contro il Covid-19 e non consentirà una frammentazione a questo punto”.

NATIXIS

“L’attività economica in Europa precipiterà nella prima metà di quest’anno come conseguenza delle misure di contenimento messe in atto dai governi di tutto il continente. Finora sono disponibili solo dati economici molto limitati che permettono di valutare l’impatto delle misure adottate. La nostra ipotesi in questa fase è che il Pil dell’area dell’euro diminuirà di circa il 2,5% quest’anno.

Un aspetto positivo dell’attuale crisi è che i governi e le banche centrali stanno proattivamente fornendo sostegni finanziari a banche e imprese. Gli impegni assunti hanno un valore equivalente a circa il 10% del Pil e dovrebbero impedire lo sviluppo di spirali di feedback negativi, che trascinerebbero l’economia verso il basso. Queste misure di sostegno apriranno la strada a un rimbalzo dell’economia una volta terminate le misure di contenimento. Pertanto, l’anno prossimo vedremo una ripresa del 2,5%.”

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