February 10, 2020 / 4:54 PM / 5 months ago

PUNTO 1-UniCredit invia lettera a sindacati, 6.000 esuberi in Italia in 2019-23

(Aggiunge posizione sindacati, convocazione ministro Lavoro)

MILANO, 10 febbraio (Reuters) - UniCredit prevede tra il 2019 e il 2023 un eccesso di capacità produttiva per circa 6.000 dipendenti e una riduzione della rete filiali per 450 unità.

Lo si legge nella lettera che la banca ha inviato alle organizzazioni sindacali per l’apertura della procedura, di cui Reuters ha preso visione.

Nel piano Team 23 presentato a dicembre UniCredit ha annunciato complessivamente 8.000 esuberi e la chiusura di circa 500 filiali. Nello stesso giorno i sindacati avevano stimato tagli per circa 5.500 posti di lavoro in Italia e tagli fino a 450 filiali.

Delle 6.000 eccedenze di personale, 500 derivano dalla realizzazione delle azioni del precedente piano Transform 2019, mentre 5.500 sono riferibili al periodo 2020-23.

I sindacati bancari ribadiscono la loro ferma opposizione al piano di tagli.

“UniCredit continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: a queste condizioni, diventa difficile poter avviare un negoziato basato sul fair play. Non solo ribadiamo che, a fronte di ogni due eventuali esuberi, dovrà corrispondere almeno un’assunzione, ma anche che tutti gli argomenti del piano industriale, nessuno escluso, andranno condivisi con le organizzazioni sindacali”, dice Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi in una nota.

“Ribadiamo la nostra ferma contrarietà a queste soluzioni, che non esiste un problema di esuberi di personale nel Gruppo e la necessità di ulteriori riduzioni dei costi”, scrive in una nota Fabio Furlan, segretario generale aggiunto di Uilca.

Intanto il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo annuncia in una nota che ha convocato i vertici UniCredit per il 21 febbraio. Catalfo aveva già incontrato i vertici della banca a metà dicembre dopo l’annuncio del piano.

Nella lettera spedita ai sindacati la banca intende cercare “soluzioni condivise che assicurino la cessazione dei lavoratori/lavoratrici appartenenti a tutte le categorie” che maturano il primo requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2023 con diritto alla pensione fino all’1 gennaio 2024 compreso.

Per le ulteriori uscite “si intende valutare in via prioritaria l’attuazione dello strumento del Fondo di Solidarietà di settore”, aggiunge UniCredit nella lettera.

In relazione a questo la banca ritiene sostenibile un anticipo medio rispetto al primo requisito pensionistico di 36 mesi con finestre di uscita che garantiscano certezza di realizzazione degli obiettivi di riduzione.

Inoltre si terrà conto di circa 400 richieste di accesso alla sezione straordinaria del Fondo raccolte e non accettato nell’arco del piano Transform 2019.

Gianluca Semeraro, in redazione a Milano Sabina Suzzi

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