February 6, 2020 / 1:53 PM / 5 months ago

Mediobanca, timori Mediolanum su governance condivisi da investitori, Delfin consapevole- Ceo

MILANO, 6 febbraio (Reuters) - Le preoccupazioni sulla governance di Mediobanca espresse nei giorni scorsi dall’azionista Banca Mediolanum in relazione a un eventuale incremento della quota da parte di Leonardo Del Vecchio e al suo impatto sulla governance sono condivise da buona parte degli investitori istituzionali.

Tuttavia il cda lavorerà nei prossimi mesi al miglioramento dello statuto per renderlo più allineato alle prassi di mercato e alla lista per il nuovo consiglio che sarà “ancora più indipendente e adeguata a gestire il business di Mediobanca” e quindi “alcune delle preoccupazioni potranno essere riassorbite”.

Lo ha detto il Ceo di Mediobanca Alberto Nagel in un press briefing sui conti semestrali.

Nei mesi scorsi Leonardo Del Vecchio ha accumulato una quota di quasi il 10% in Mediobanca diventandone il primo azionista, complice la contestuale uscita di UniCredit. Secondo fonti l’imprenditore punterebbe a salire ancora. In relazione a questa eventualità Banca Mediolanum ha annunciato che il suo 3,3% in Mediobanca non è più strategico.

Nagel non ha dato dettagli su quali punti dello statuto potranno essere modificati. Secondo indiscrezioni di stampa si lavora per modificare gli articoli che oggi prevedono che il Ceo possa essere scelto soltanto tra i manager della banca da almeno tre anni.

“Questo tipo di commento ce lo siamo sentiti fare da buona parte degli investitori istituzionali”, ha detto Nagel riferendosi al comunicato di Mediolanum di qualche giorno fa.

Delfin, la holding di Del Vecchio che custodisce la quota in Mediobanca, “è perfettamente consapevole di questo tipo di preoccupazioni e l’ultima cosa che vuole è che Mediobanca perda valore o che sia vista come storia non più allineata alle migliori practice del mercato”, ha aggiunto.

Il consiglio lavorerà anche alla presentazione della lista per il suo rinnovo che sarà “ancora più indipendente e adeguata a gestire un business come Mediobanca”, ha concluso.

Gianluca Semeraro, in redazione a Roma Francesca Piscioneri

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