January 9, 2020 / 3:01 PM / 5 months ago

Tesoro sonda mercato su sindacato per Btp 15 o 30 anni - fonti

ROMA, 9 gennaio (Reuters) - Il ministero del Tesoro ha sondato il mercato sulla possibilità di collocare, già a gennaio o comunque a breve, un nuovo Btp a 15 o 30 anni via sindacato.

Lo dicono alcune fonti del settore riferendo di un incontro di ieri al Mef con gli specialisti in titoli di Stato.

“C’è un dibattito molto vivace sull’opportunità di fare un’operazione via sindacato, e nel caso si faccia se sia meglio sul 15 o sul 30 anni”, spiega un operatore di una banca specialista.

Una seconda fonte di mercato riferisce che nel sondaggio il Mef avrebbe anche verificato se ci sia un eventuale interesse per un titolo a 20 anni ma, osserva la fonte, nelle linee guida diffuse a dicembre il Tesoro non menziona questa scadenza mentre cita possibili nuove emissioni sindacate a 15 anni e 30 anni.

Nessun commento al riguardo dal Dipartimento del Tesoro.

Un’indicazione potrebbe arrivare stasera dalla comunicazione sui titoli a medio-lungo che andranno in asta martedì prossimo. Oltre ad attese per una riapertura del tre anni e di un nuovo settennale, il mercato guarda anche al possibile annuncio su una terza scadenza.

“Se non verrà annunciato il nuovo 15 anni o ci sarà solo una riapertura su quel tratto per una piccola ‘size’, potrebbe essere un segnale che il Mef intende uscire con un sindacato sul 15 anni”, commenta questa seconda fonte.

Un’altra fonte ragiona invece sulla possibilità che l’emissione via sindacato riguardi piuttosto il 30 anni: “Dalla Spagna ci si aspetta un ‘deal’ sindacato per il 10 anni, in questo caso diventerebbe difficile per il Mef fare il 15. E stamani nell’asta francese c’è stato un buon interesse per l’Oat a 30 anni”.

Secondo gli operatori, con un gennaio partito meglio delle attese con il Btp che non ha sofferto particolarmente delle tensioni Usa-Iran, non ci sarebbe però da stupirsi se l’emissione via sindacato slittasse a febbraio o anche a marzo.

“In questa fase il Tesoro è molto dinamico e può intervenire con gli strumenti a sua disposizione che permettono grande flessibilità”, commenta un altro addetto ai lavori, ricordando anche l’appuntamento elettorale di fine mese con le regionali in Emilia-Romagna e Calabria, potenziale fonte di cautela dal lato della domanda.

Diffusa nel pomeriggio, una nota dell’ufficio studi UniCredit dedicata al calendario delle emissioni del 2020 prevede l’offerta di nuovi benchmark sia a 15 sia a 30 anni per il primo trimestre.

“Difficile una stima sul costo della raccolta del 2020, in considerazione dell’incognita politica cui i governativi italiani restano molto sensibili. Sappiamo che i titoli a medio e lungo termine in scadenza quest’anno hanno un rendimento medio pari a 2,14% e che nel 2019 la media dei costi della raccolta a medio e lungo termine è stata di 1,61% rispetto a 1,78% del 2018. Il 2020 potrebbe essere un nuovo anno di calo nei costi del debito” scrivono gli analisti.

Ha collaborato Stefano Bernabei; in redazione a Roma Francesca Piscioneri

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