December 4, 2019 / 3:30 PM / 6 months ago

PUNTO 2-Mes, Visco: riforma in giusta direzione, completare unione bancaria

(Aggiunge dichiarazioni e contesto)

ROMA, 4 dicembre (Reuters) - La riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) segna un “passo nella giusta direzione” da completare con un disegno organico dell’unione monetaria e bancaria, secondo il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

Il trattato, che è oggi sul tavolo dell’Eurogruppo, divide i partiti di maggioranza. Il Pd lo sostiene ma il Movimento 5 stelle spinge perché non sia ratificato fino a quando non si chiariranno diversi aspetti della futura architettura istituzionale europea.

Visco sottolinea che la riforma “rafforza la governance” dell’Unione e va apprezzata soprattutto per aver introdotto un supporto essenziale al fondo di risoluzione unico per le crisi bancarie, agendo in funzione di backstop.

Il governatore sottolinea però che continua a mancare “un disegno organico di completamento dell’unione monetaria che preveda l’introduzione di una capacità di bilancio centralizzata e di una attività priva di rischio (safe asset) dell’area dell’euro, nonché il completamento dell’unione bancaria”.

La riforma mira a semplificare le ristrutturazioni dei debiti sovrani in caso di crisi tramite l’introduzione, a partire dal 2022, di clausole ‘single limb’ nelle emissioni di titoli di stato.

Alcuni economisti hanno sostenuto che le nuove clausole renderebbero più probabile una ristrutturazione del debito italiano.

Visco a metà novembre ha detto che il semplice annuncio di un meccanismo di ristrutturazione “potrebbe innescare una spirale perversa di aspettative di insolvenza, suscettibili di autoavverarsi”.

Spiegando questo passaggio, oggi il governatore ha detto che nella riforma “viene confermata l’esclusione di qualsiasi automatismo” nelle decisioni sui debiti pubblici e questa “è una conferma importante”.

Le clausole ‘single limb’ riducono l’incertezza relativa ad un default e potrebbero “favorire un calo dei premi per il rischio sul debito sovrano”, ha aggiunto.

Una ristrutturazione del debito, con la compartecipazione dei privati agli oneri, va comunque evitata ad ogni costo.

“Produrremmo un cataclisma straordinario, non voglio che si arrivi a quello”, ha detto il governatore. (Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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