November 20, 2019 / 3:31 PM / 23 days ago

Governatore Visco non ha espresso sfavore per riforma Mes - fonte Bankitalia

ROMA, 20 novembre (Reuters) - Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco non ha espresso giudizi sfavorevoli sulla riforma del meccanismo europeo di stabilità, ma ha messo in guardia per eventuali rischi futuri sull’operatività di questo sistema in assenza di una riforma complessiva della governance della zona euro.

Lo ha precisato una fonte della Banca d’Italia a proposito della posizione che il governatore aveva espresso sulla riforma del Mes in occasione di un suo recente intervento in cui aveva avvertito dei potenziali rischi connessi alla gestione di questo meccanismo cosiddetto salva Stati.

“Il governatore Visco non ha espresso un giudizio sfavorevole sulla riforma del Mes, ha invece messo in guardia sui rischi inerenti all’assunzione di eventuali ulteriori iniziative future relative all’operatività del Mes in assenza di una riforma complessiva della governance economica dell’area dell’euro”, ha detto la fonte.

La riforma del Fondo salva Stati sta agitando la maggioranza di governo e secondo indiscrezioni di stampa l’Italia potrebbe chiedere un rinvio nel Consiglio europeo di dicembre, che dovrebbe compiere gli ultimi passi verso la riforma.

Al centro del dibattito c’è la trasformazione del Fondo salva Stati in un Fondo monetario europeo che eroghi finanziamenti a Paesi in crisi vincolandoli a percorsi di ristrutturazione del debito predefiniti cui le autorità italiane si sono mostrate contrarie.

La fonte della Banca d’Italia spiega anche che “la riforma del trattato del Mes non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani. Come nel trattato già oggi in vigore non c’è scambio tra assistenza finanziaria e ristrutturazione del debito”.

E anche sulla questione delicata sulla verifica della sostenibilità del debito prima della concessione degli aiuti, la fonte chiarisce che “è già prevista dal trattato vigente. E’ una previsione a tutela delle risorse del Mes di cui l’Italia è il terzo principale finanziatore”. (Stefano Bernabei, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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