June 3, 2019 / 2:20 PM / 6 months ago

INSIGHT-Può un contratto trasformare i sogni di energia pulita dell'Europa in realtà?

MILANO/MADRID, 3 giugno (Reuters) - Ferrero, famosa per la carta rossa e bianca dell’ovetto Kinder, potrebbe presto aggiungere anche un po’ di verde alla sua confezione.

La società, che gestisce il proprio impianto a gas vicino alla fabbrica nel nord Italia, è impegnata in trattative preliminari per contribuire a finanziare un nuovo impianto di energia rinnovabile, probabilmente una centrale solare nel Sud del Paese, secondo tre fonti a conoscenza della questione.

Come altre società europee, Ferrero è sotto crescenti pressioni da parte di investitori e autorità per orientarsi verso fonti di energia rinnovabili. Ma trovandosi in una zona senza abbastanza vento o sole, sta valutando l’uso di un nuovo strumento finanziario derivato, noto come Ppa (Power purchase agreement), cioè un contratto virtuale d’acquisto d’energia elettrica.

Questi contratti sono in realtà assicurazioni per chi sviluppa un progetto legato all’energia rinnovabile contro il rischio di un calo dei prezzi dell’energia stessa, con un premio pagato da società come Ferrero per sostenere le energie rinnovabili pur continuando a sfruttare i carburanti fossili.

I Ppa stanno lentamente iniziando a guadagnare terreno in Europa e tra le altre società che stanno valutando questa opzione ci sono il gruppo francese del lusso Kering e Telecom Italia, secondo quanto riferito a Reuters da due fonti nel settore.

Telecom Italia, il secondo consumatore di energia nel Paese, sta discutendo un possibile Ppa della durata di un massimo di 30 anni, mentre Kering sta preparando un accordo che include il finanziamento della costruzione di una centrale ad energia rinnovabile in Italia, secondo le fonti.

Ferrero ha confermato il suo interesse nei Ppa ma ha detto che è presto per prendere una decisione, mentre Kering ha fatto sapere che sta prendendo in considerazione l’idea. Telecom Italia ha detto a sua volta di essere interessata e di essere stata contattata da società del settore energia.

“Gli investitori stanno facendo sempre più pressioni sulle società perché sfruttino l’energia verde”, ha detto Aldo Bonati, manager di Etica Sgr, che annovera Erg e Orsted tra i suoi investimenti.

Dato che i Ppa non richiedono alle aziende di ridurre le emissioni di gas serra, il loro contributo effettivo alla lotta contro il cambiamento climatico potrebbe essere limitato. Ciò nonostante, i sostenitori credono che questi strumenti possano contribuire a favorire un passaggio più vasto verso fonti di energia pulita grazie al finanziamento dei progetti.

L’Unione Europea ha esortato gli Stati membri a sostenere i Ppa per far sì che essi rispondano a un terzo della domanda di energia con fonti pulite entro il 2030. L’anno scorso, l’energia rinnovabile rappresentava il 17,4% delle fonti europee, un livello quasi immutato rispetto al 2016.

“Il grande sviluppo delle energie rinnovabili in Europa nei prossimi anni, per raggiungere gli obbiettivi del 2030, avverrà per lo più attraverso i Ppa”, afferma Antonio Cammisecra, CEO di Enel Green Power..

CONSUMI

Lo scorso anno, società di Europa, Medio Oriente e Africa hanno siglato Ppa per progetti relativi all’energia pulita con una capacità totale di 2,3 gigawatt (Gw), secondo i dati Bloomberg New Energy Finance. Il livello è più che raddoppiato dall’1,1 Gw nel 2017.

Utilities di primo piano come E.on, Rwe ed Engie hanno raggiunto Ppa per sostenere il finanziamento di progetti sulle rinnovabili in Europa.

Per avere un’idea dei numeri, 2 Gw possono fornire energia a circa un milione di famiglie, ma rappresentano una goccia negli oltre 500 Gw di capacità di energia rinnovabile installata in Europa entro la fine del 2017.

L’Europa è ancora diversi passi indietro rispetto agli Stati uniti, un mercato più maturo in cui colossi tech come Facebook , Microsoft e Amazon hanno utilizzato questi strumenti per potenziare i propri requisiti ‘green’.

I contratti vengono offerti da intermediari, noti come ‘offtaker’, spesso rappresentati da importanti società del trading energetico come la svizzera Dxt e utility come Enel.

Sulla base di un Ppa, un intermediario si inserisce in un accordo con un produttore di energia rinnovabile, garantendo un prezzo fisso per l’elettricità che produce. L’intermediario pagherà un compenso se il prezzo dovesse scendere sotto il limite fissato.

L’intermediario in cambio si inserisce in un accordo speculare con un cliente corporate. La società acconsente a fissare il proprio costo per l’energia a un prezzo fisso per un massimo di 10 anni o più, ma se l’importo dovesse superare il prezzo concordato nel Ppa, l’intermediario rimborserà la differenza.

I due accordi trasferiscono il principale rischio per il produttore — che il prezzo dell’energia scenda — all’intermediario che, in cambio, assicura la propria posizione convincendo la società a fissare i propri costi per l’energia.

In questo modo, il cliente corporate “di fatto” consuma l’energia del progetto legato alle rinnovabili.

Senza questo accordo, un nuovo progetto di questo tipo, esposto a cali e rialzi del mercato dell’energia e impossibilitato a poter contare su programmi di aiuto, faticherebbe a ottenere finanziamenti bancari.

Naturalmente ci sono alcuni rischi. Per i clienti corporate, bloccare ampie forniture di energia per anni potrebbe tutelarli in caso i prezzi aumentino, ma potrebbe rivelarsi poco favorevole nel caso in cui scendessero. Al contrario, il produttore potrebbe vedere scendere i propri guadagni se i prezzi salissero.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below