June 3, 2019 / 10:50 AM / 6 months ago

BREAKINGVIEWS-Concessioni Fca in operazione Renault sono mezzo per raggiungere fine

MILANO, 3 giugno (Reuters) - La mano tesa di Fiat Chrysler alla Francia nell’operazione con Renault è un mezzo per raggiungere un fine.

Il presidente della casa automobilistica italo-americana, John Elkann, secondo quanto riportato ieri da Reuters, ha deciso di fare delle concessioni per ottenere dal governo francese il via libera al suo piano di fusione da 35 miliardi di dollari.

Con una quota del 15% in Renault e diritti di voto raddoppiati, Parigi è probabilmente l’interlocutore più importante di Elkann per portare a casa la fusione.

Pur definendo la proposta “una buona opportunità”, il ministro delle Finanze Bruno Le Maire infatti ha chiarito da subito che la Francia vuole forti garanzie sull’occupazione e una poltrona nel cda nel gruppo allargato.

Tuttavia, in base alla proposta di Fca del 27 maggio, Parigi perderebbe i suoi diritti di voto speciali. E la proposta non faceva esplicito riferimento a un posto in board.

Al socio Nissan, che detiene un altro 15%, è stato invece offerto un posto di consigliere e la promessa di 1 miliardo di euro di sinergie aggiuntive. Per ottenere l’approvazione del board Renault di domani, Fca sta intelligentemente proponendo un compromesso. Secondo quanto riferito da Reuters questo includerà un posto in consiglio per Parigi, la promessa che non ci saranno tagli a posti di lavoro francesi per almeno quattro anni e la scelta dell’area parigina come sede operativa. Gli azionisti di Renault, che già beneficiano di un premio implicito del 10% dall’offerta, potrebbero perfino ricevere un dividendo straordinario.

Le concessioni appaiono sostenibili alla luce dei futuri benefici attesi.

Il presidente Emmanuel Macron deve mostrare ai suoi elettori che ha protetto gli interessi francesi. E probabilmente Elkann sapeva di avere quest’asso nella manica.

Quanto al governo italiano, anche se protestasse, non potrebbe fare molto per modificare i termini dell’accordo, non essendo direttamente coinvolto.

In definitiva, per Fca un piccolo inchino all’orgoglio dei cugini d’oltralpe è un prezzo ragionevole da pagare per portare a casa la prima operazione di consolidamento dell’industria automobilistica.

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