June 3, 2019 / 10:05 AM / 3 months ago

SCHEDA-Il calendario della possibile procedura Ue contro l'Italia

3 giugno (Reuters) - Mercoledì 5 giugno la Commissione europea potrebbe sancire che l’Italia non sta rispettando le regole di bilancio dell’Unione sul debito pubblico, aprendo un processo che può portare a sanzioni e ad una supervisione fiscale più severa verso Roma.

L’Italia era riuscita a disinnescare il rischio di una procedura d’infrazione lo scorso dicembre, quando aveva negoziato un accordo con la Commissione sul bilancio 2019.

I dati ufficiali diffusi ad aprile hanno mostrato che il debito pubblico italiano è cresciuto al 132,2% del Pil nel 2018, il livello più alto in Europa dopo quello greco. E’ previsto salire ulteriormente quest’anno, secondo le previsioni della Commissione.

L’esecutivo italiano ha mostrato finora scarsa inclinazione a ridurre il debito mentre il vice premier e leader leghista, Matteo Salvini, è tornato a mettere in discussione le regole fiscali dell’Unione dopo la vittoria alle elezioni europee del 26 maggio.

In una lettera alle autorità italiane spedita mercoledì scorso, la Commissione ha chiesto all’Italia di spiegare il deterioramento delle sue finanze pubbliche.

Il ministero dell’Economia ha replicato venerdì 31 maggio, attribuendo l’incremento del debito alla congiuntura peggiore delle attese e impegnandosi a rispettare il Patto di stabilità con la manovra del 2020.

Ecco i possibili passaggi della procedura:

5 giugno: la Commissione potrebbe dire che c’è spazio per aprire una procedura d’infrazione basata sull’alto debito.

11-19 giugno: in caso di avvio della procedura, l’Ecofin ha due settimane, fino al 19 giugno, per decidere se sostenere la Commissione nelle sue valutazioni. La decisione potrebbe coincidere con la riunione dei ministri finanziari prevista il 13 e il 14 giugno. Se ottiene il sostegno dei singoli Stati membri, la Commissione può in qualsiasi momento raccomandare l’apertura formale di una procedura disciplinare.

20-21 giugno: si riunisce a Bruxelles il consiglio dei Capi di Stato e di governo. Nel summit il premier italiano, Giuseppe Conte, potrebbe discutere della procedura con il presidente uscente della Commissione, Jean-Claude Juncker.

8-9 luglio: i ministri delle finanze dell’UE si riuniscono a Bruxelles e dovrebbero decidere l’eventuale apertura formale del procedimento contro l’Italia, se raccomandato dalla Commissione. Una volta avviata la procedura, all’Italia saranno chieste misure aggiuntive per correggere la deviazione dagli obiettivi di bilancio entro tre o sei mesi.

29 luglio: se l’Ecofin avallasse la procedura, il 29 luglio cadrebbe il termine entro il quale la Commissione sarebbe chiamata a proporre sanzioni disciplinari contro l’Italia, una mossa senza precedenti. Il governo Lega-M5s potrebbe essere obbligato a depositare presso la Commissione un deposito infruttifero fino allo 0,2% del Pil, circa 3,5 miliardi di euro (3,9 miliardi di dollari).

7 agosto: i governi della Zona euro hanno 10 giorni, fino al 7 agosto, per bloccare a maggioranza qualificata la proposta della Commissione di imporre sanzioni.

20 settembre: l’Italia aggiorna obiettivi di crescita, deficit e debito con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef), che costituisce la cornice della manovra per il 2020.

15 ottobre: è il termine entro il quale l’Italia ha la possibilità di adeguarsi alle richieste europee, presentando la legge di Bilancio per il 2020. Un mancato intervento può innescare ulteriori sanzioni, come una multa fino allo 0,2% del Pil, il congelamento di miliardi di euro di fondi europei e un monitoraggio fiscale più severo da parte della Commissione europea e della Banca centrale europea.

Una protratta indisponibilità a collaborare può comportare pene ancora più rigide, come una sanzione fino allo 0,5% del Pil, un taglio ai prestiti della Banca europea per gli investimenti e il monitoraggio preventivo dell’Ue sull’emissione di titoli sovrani.

1 novembre: la nuova Commissione dovrebbe insediarsi, a meno che il mandato dell’attuale non sia esteso.

Francesco Guarascio

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