April 5, 2019 / 5:05 PM / 5 months ago

Governo lavora a riforma fiscale con aliquote 15% e 20% - bozza

ROMA, 5 aprile (Reuters) - Il sentiero di riforma cui lavora l’Italia per i prossimi anni prevede la “graduale estensione a tutti i contribuenti del regime d’imposta a due aliquote del 15 e 20%, a partire dai redditi più bassi” e riformando al contempo deduzioni e detrazioni.

Secondo quanto si legge nel Piano nazionale di riforma (Pnr), una sezione del Documento di economia e finanza (Def), nel 2019 sarà avviata la riduzione della tassazione per le famiglie.

Il governo punta a semplificare “l’attuale sistema di tassazione dei redditi a 5 aliquote verso un sistema (flat tax) più equo”, introducendo un’aliquota fissa al 15% per i “redditi al di sotto dei 30.000”, spiega la bozza, di cui Reuters ha letto una copia.

La riduzione della tassazione sarà finanziata attraverso una revisione delle agevolazioni fiscali, “salvaguardando l’equità fiscale e tutelando i redditi minori su cui queste incidono in misura maggiore”.

Nei piani dell’esecutivo, prosegue il Pnr, è prevista anche la riduzione dell’Ires per le società al 20% dal 24% attuale.

Già nel ‘decreto crescita’, approvato ieri in consiglio dei ministri, è contenuta la soppressione dell’Ires agevolata al 15% sugli utili reinvestiti in acquisto di macchinari, attrezzature e nuove assunzioni, introdotta con la manovra 2019.

Al suo posto il decreto introduce una graduale riduzione dell’Ires sugli utili reinvestiti, indipendentemente da come: l’aliquota è destinata a scendere dal 24 al 22,5% quest’anno e al 20% entro il 2022.

La bozza ribadisce l’impegno a ridurre nel tempo il rapporto debito/Pil “per rafforzare la fiducia degli investitori in titoli di Stato e abbattere gli oneri per interessi”.

Tra le leve da utilizzare il Pnr cita i “maggiori proventi generati dalla razionalizzazione delle concessioni”, unitamente ai ricavi da dismissioni immobiliari e alienazioni di quote di società partecipate.

“Nell’ambito dello stesso processo, parte dei maggiori introiti riferibili alle concessioni rilasciate dalle amministrazioni locali potrebbero essere vincolati alla riduzione del loro indebitamento. Ciò contribuirebbe alla realizzazione di quello 0,3% medio annuo di proventi da dismissioni attualmente incorporato nelle proiezioni del debito pubblico”.

Nella bozza vengono confermati due progetti già annunciati in passato: l’introduzione di un salario minimo orario per i settori non coperti da contrattazione collettiva e l’istituzione, “con garanzia esplicita dello Stato”, della Banca per gli investimenti.

(Giuseppe Fonte)

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