March 15, 2019 / 2:19 PM / in 4 months

PUNTO 1-Eni, cedola 2019 sale a 0,86 euro, investimenti a 33 mld, svolta green

* Annunciato piano buyback da 400 mln in 2019

* Investimenti in Italia stabile a 2,3-2,4 mld

* Punta a zero emissioni in upstream entro 2030

* (Riscrive, aggiunge dettagli e contesto)

di Giancarlo Navach

SAN DONATO, 15 marzo (Reuters) - Cedola in crescita del 3,6% a 0,86 euro per azione nel 2019 per Eni e avvio dell’atteso piano di buyback entro l’estate da 400 milioni di euro quest’anno, che salirà a 800 milioni l’anno, qualora il prezzo del petrolio superasse il livello di 65 dollari al barile nei prossimi anni.

Questi alcuni dei punti principali del piano strategico al 2022 che i vertici del colosso petrolifero hanno illustrato alla comunità finanziaria nella sede di San Donato.

Ma la verà novità del piano è l’impegno dell’azienda petrolifera di ridurre la propria impronta carbonica, fissando l’obiettivo “ambizioso” di eliminare entro il 2030 le emissioni nette dirette delle attività upstream con riferimento alla propria quota equity di produzione.

Un annuncio che giunge proprio nel giorno della protesta degli studenti a livello mondiale in difesa del clima. “Una concidenza forse positiva. Vuol dire che la nostra presentazione è stata battezzata bene da un movimento di giovani” commenta l’AD, Claudio Descalzi.

E anche il piano di investimenti quadriennale risente di un’impronta ‘green’: prevede investimenti per circa 33 miliardi al 2022 (erano inferiori ai 32 miliardi nel precedente piano), di cui 8 miliardi quest’anno. Allo sviluppo dell’upstream andrà comunque il 77% del capex complessivo, che resta il driver fondamentale di crescita dell’azienda. All’Italia saranno destinati 2,3-2,4 miliardi, stabili rispetto al 2018. Ma tutto dipenderà “da quello che riusciremo a fare con i permessi e con la burocrazia”, ha sottolineato l’AD. Che ha aggiunto: “La nostra intenzione è di investire nell’usptream, nella raffinazione, nella chimica e moltissimo sulla parte rinnovabili, raffinazione verde come a Gela e a Venezia, e nei progetti ‘waste to fuel’. Un ampio spettro di investimenti dove una parte di rinnovabili ed economia circolare sta prendendo una fetta importante”.

Secondo Descalzi, “riusciremo a raggiungere questo obiettivo aumentando l’efficienza operativa, riducendo quindi al minimo le emissioni dirette di CO2 del business e compensando le emissioni residuali con vasti progetti di forestazione”.

Tornando al progetto di riacquisto di azioni proprie, il Cfo, Massimo Mondazzi ha spiegato che “nel 2020 se il prezzo del petrolio sarà sotto 60 dollari al barile non ci sarà buyback e la differenza fra 55 e 60 dollari al barile sarà destinata all’aumento del dividendo e al taglio del debito”.

Infine, la produzione di idrocarburi è vista salire del 3,5% l’anno fino al 2025, grazie al ‘ramp-up’ e all’avvio di nuovi progetti che contribuiranno per circa 660.000 barili di olio equivalente al giorno nel 2022 e alle attività di espansione dei campi esistenti che contribuiranno per circa 290.000 barili di olio equivalente al giorno entro il 2022, spiega la major in una nota.

(Giancarlo Navach)

Per una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono digitare nel Search Box di Eikon la parola “Pagina Italia” o “Panorama Italia”

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below