April 20, 2018 / 12:03 PM / in 6 months

Italia emetterà in dlr entro metà 2019 con garanzia su derivati

* Padoan ha firmato a dicembre decreto su garanzia bilaterale

* Iacovoni: nuovi derivati solo a copertura rischio di cambio

* Prosegue fase ‘phasing out’ da contratti esistenti

di Giuseppe Fonte e Giulio Piovaccari

ROMA, 20 aprile (Reuters) - Il ministero dell’Economia tornerà a emettere titoli denominati in dollari “tra fine 2018 e la prima metà del 2019” utilizzando le garanzie bilaterali sui derivati.

Lo annuncia Davide Iacovoni, nuovo responsabile del debito pubblico italiano, ricordando che l’ultima emissione in valuta risale a settembre 2010.

“Abbiamo cominciato a valutare emissioni in dollari”, annuncia il successore di Maria Cannata durante un briefing con la stampa a Via XX Settembre.

Durante la crisi il Tesoro è rimasto fuori da questo mercato perché “c’è stato un enorme processo di ‘regulation’ e questo ha reso estremamente più oneroso il costo per le banche di aprire posizioni con il Tesoro”, spiega Iacovoni.

Il contesto è però cambiato a fine dicembre, quando il ministro Pier Carlo Padoan ha firmato il decreto attuativo sulla collateralizzazione dei derivati, introdotto con la manovra del 2014.

“Stiamo lavorando con tutte le controparti specialiste per la firma di contratti ‘Credit support annex’, che è il contratto standard allegato ad accordi Isda”.

Il bilateral collaterale si concretizza nello scambio di liquidità con le banche controparti a intervalli di due settimane, spiega il dicastero.

In questa fase il Tesoro non userà titoli di Stato, altra fattispecie prevista dalla legge.

“Tutte le controparti che hanno un’esposizione in termini di mark to market sopra i 4 miliardi hanno la possibilità di vedersi collateralizzare le posizioni esistenti”, dice Iacovoni.

Proprio ieri si è svolta la prima udienza del processo sui derivati di Via XX Settembre istruito dalla Corte dei Conti.

La procura ha contestato a Morgan Stanley, Maria Cannata, al direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via e a due ex ministri un danno erariale da complessivi 3,9 miliardi di euro. Tutti gli imputati hanno eccepito la giurisdizione dei giudici contabili e la Corte, hanno riferito alcune fonti, si è data 45 giorni per esprimersi.

La partenza della garanzia bilaterale non significa che il Tesoro stia aprendo una nuova fase di operatività in derivati. Iacovoni conferma il processo di graduale uscita dalle posizioni esistenti e ribadisce che non saranno stipulati derivati a copertura di tasso.

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