April 19, 2018 / 4:14 PM / 4 months ago

Pop Bari punta a ridurre peso deteriorati al 15% quest'anno - fonti

* Banca punta a riduzione NPE ratio di 7 punti in 2018

* Raccogliere capitale potrebbe rivelarsi difficile - banchieri

* Mood mercato verso banche italiane migliorato ma Sud penalizza

di Giuseppe Fonte e Valentina Za

ROMA/MILANO, 19 aprile (Reuters) - Popolare di Bari è pronta ad annunciare obiettivi ambiziosi di taglio delle sofferenze, una mossa che potrebbe tuttavia accrescere i timori del mercato circa la necessità di un rafforzamento patrimoniale.

Il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi sarà indicato nel 2018 al 15 dal 22% di fine 2017, spiega una fonte vicina all’istituto pugliese. Si tratterebbe di 1 miliardo circa di riduzione degli Npl, conferma una seconda fonte.

I valori assoluti dei crediti inesigili non sono stati pubblicati. La banca diffonderà i dati sull’attivo a fine 2017 a ridosso dell’assemblea per l’approvazione del bilancio del 29 aprile. A metà 2017 i deteriorati lordi erano 2,7 miliardi ma da allora è stata completata una operazione che porta a 800 milioni il totale delle cessioni nel biennio.

A livello di sistema il 2017 si è chiuso con un calo annuo del 16,6% nello stock di crediti inesigibili. Questo, unitamente al successo di banche minori come Creval nel raccogliere mezzi freschi, suggerisce che l’industria italiana del credito si stia lasciando alle spalle la crisi culminata nel salvataggio di Mps.

Non tutti i focolai di crisi sono però spenti. Tre fonti bancarie avvertono che la Popolare di Bari potrebbe avere difficoltà a rendere più solido il suo stato patrimoniale. “È uno degli ultimi problemi che l’Italia deve risolvere, è relativamente piccolo ma è un problema”, spiega un banchiere.

Gli investitori, inoltre, potrebbero essere riluttanti a iniettare denaro in una banca radicata nel Meridione, in una regione dove operano anche Popolare di Puglia e Basilicata e BancApulia — del gruppo Intesa San Paolo — oltre che la Popolare Pugliese.

La fonte vicina alla banca esclude un aumento di capitale e ricorda che il bilancio 2017 mostra indici patrimoniali in miglioramento.

Popolare Bari aveva programmato un aumento di 300 milioni prima che si congelasse il processo di trasformazione in spa.

Il 20 aprile la Corte costituzionale ha respinto i ricorsi contro la riforma voluta dal governo di Matteo Renzi.

Francesco Castelli, responsabile reddito fisso di Banor Capital, spiega che ulteriori rettifiche potrebbero erodere i buffer di capitale dell’istituto.

“Il total capital ratio è relativemente ridotto: 12,7% a fine 2017 contro un requisito Srep dell’11,15% è un punto e mezzo, equivale a circa 130 milioni”.

Bisognerà vedere se la banca riuscirà a sfruttare la migliore situazione del mercato. “Il mood verso le banche italiane è cambiato ... tra gli investitori, specie Usa, c’è la percezione che il collateral di natura immobiliare si stia stabilizzando. In generale, c’è sicuramente interesse per le banche italiane”, aggiunge Castelli.

Dopo aver ceduto 800 milioni di sofferenze negli ultimi due anni, per accelerare il tasso di recuperi Popolare di Bari ha stretto una partnership con Cerved Credit Management.

Tuttavia, le vendite sul mercato restano la strada più rapida per il de-risking dei bilanci bancari.

Nella prima cessione di un maxi portafoglio a valore di libro, Intesa Sanpaolo questa settimana ha venduto 11 miliardi di sofferenze al 29% del valore nominale.

Popolare di Bari al 30 giugno iscriveva a bilancio i prestiti inesigibili al 38% del nominale.

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