March 2, 2018 / 4:24 PM / 5 months ago

SCHEDA-Titoli e settori italiani sensibili a esito elezioni

2 marzo (Reuters) - Per la borsa italiana quella di lunedì potrebbe essere una seduta di volatilità, che vedrà i mercati alle prese con l’esito delle elezioni politiche di domenica.

Prima che scattasse il blackout sui sondaggi due settimane fa, il Movimento cinque stelle era visto come il principale partito singolo, ma alle spalle alla coalizione di centrodestra formata da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

Di seguito settori e titoli potenzialmente più sensibili all’esito del voto:

BANCHE

Le banche detengono circa 345 miliardi di euro di debito italiano e sono considerate proxy del rischio sovrano.

Tra gli istituti più piccoli senza esposizione internazionale figurano Banco Bpm, Ubi Banca e Carige. Le due big UniCredit e Intesa Sanpaolo sono viste come meno volatili.

La maggior parte dei partiti nel breve termine vuol lasciare crescere il deficit di bilancio per finanziare le proprie politiche. Gli analisti avvertono che un indebolimento delle finanze pubbliche potrebbe trasformarsi nel medio termine in un fattore di debolezza per le banche.

Il M5s si è impegnato ad aumentare i risarcimenti per le migliaia di italiani che hanno perso i propri risparmi a causa di una serie di crisi bancarie.

MEDIA & TELECOMUNICAZIONI

Se la coalizione di centrodestra dovesse riportare una vittoria diretta, Mediaset — controllata dalla famiglia Berlusconi — potrebbe avere più potere nella disputa sulla pay-Tv Premium con la francese Vivendi e il suo presidente Vincent Bolloré.

La coalizione potrebbe anche influenzare le decisioni dell’Agcom, che ha chiesto a Vivendi di ridurre la sua quota in Mediaset o in Telecom Italia (Tim).

Con un nuovo ruolo di potere, Berlusconi — anche se di persona interdetto dai pubblici uffici fino al 2019 per una condanna per frode fiscale — sarebbe nella posizione di esercitare un’influenza sugli asset di Bolloré in Italia nell’ambito del cosiddetto ‘golden power’, che dà a Roma il diritto di intervenire nelle decisioni strategiche su società considerate di importanza nazionale, compresa la rete di Tim.

Lo sviluppo della banda ultralarga è cruciale per molti partiti. Maggiori incentivi dovrebbero sostenere Tim e Open Fiber, controllata da Enel e Cdp, la cui rete in fibra ottica è in competizione con quella dell’ex monopolista.

E’ probabile che tutti i partiti siano favorevoli alla proposta di Tim di separazione della rete.

Il centrodestra vuole una fusione degli asset della rete di Tim e Open Fiber in un’unica società per rilanciare gli investimenti e garantire accesso equo a tutti gli operatori. Il M5s vorrebbe una società della rete controllata dallo stato.

ENERGIA

La maggior parte dei partiti sostiene una crescita delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. I beneficiari potrebbero includere Enel, Erg e grandi multi-utility regionali come A2A e Hera.

I cinque stelle chiedono un’accelerazione della fase di abbandono degli impianti a carbone, uso temporaneo del gas fino a quando l’energia verde non coprirà tutta la domanda e lo stop alle importazioni di energia nucleare. La loro opposizione al petrolio, che vogliono gradualmente eliminare entro il 2050, è gativa per Eni.

TITOLI DEL LARGO CONSUMO

La flat tax proposta dal centrodestra e la politica di basse tasse del M5s dovrebbero incrementare le spese dei consumatori. Tra i possibili beneficiari Fiat Chrysler, Geox , Unieuro. Ne deriverebbero anche maggiori incentivi a viaggiare, con un impatto positivo su società come Atlantia e Autogrill.

SOCIETA’ A CONTROLLO O A PARTECIPAZIONE STATALE

Il governo uscente ha portato in borsa circa il 40% di Poste Italiane a fine 2015. Il progetto di vendere un’ulteriore quota un anno dopo è stato accantonato alla luce dell’opposizione dei sindacati. Un ritorno in auge del piano potrebbe penalizzare il titolo.

Né i cinque stelle né la coalizione di centrosinistra sono propensi a rilanciare una tornata di privatizzazioni. Forza Italia si è invece impegnata a privatizzare asset statali per tagliare il debito.

Questo potrebbe colpire altre società in cui lo stato detiene direttamente o attraverso Cdp importanti partecipazioni, come Eni, Terna, Snam, Italgas, Fincantieri, Saipem e Leonardo.

Un cambiamento di governo potrebbe anche spingere a un rimpasto del management di alcune delle società a controllo statale.

INFRASTRUTTURE

La Lega ha promesso di investire 22 miliardi di euro in cinque anni per migliorare i porti e di avere l’80% del paese collegato dall’alta velocità entro il 2022. Anche il Pd ha detto di voler espandere la rete ferroviaria ad alta velocità.

Di questo potrebbero beneficiare contractor come Salini Impregilo e Astaldi, i cementieri Cementir e Buzzi Unicem e il gruppo di sistemi di segnalazione ferroviaria Ansaldo Sts.

DIFESA

Il Pd si è impegnato a quasi raddoppiare la spesa per difesa al 2% del Pil entro la fine della prossima legislatura e la coalizione di centrodestra ha promesso un aumento delle misure di sicurezza, con possibile impatto positivo per Leonardo .

Il M5s ha chiesto una spending review nel settore e ha criticato il programma dei jet da combattimento F-35.

ELEZIONI-2018

(Agnieszka Flak, Danilo Masoni, Stephen Jewkes, Giulia Segreti, Francesca Landini, Giulio Piovaccari e Isla Binnie)

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